Cassazione Penale, Sentenza n. 17030/2026 del 12/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto la modifica delle prescrizioni della detenzione domiciliare mediante la concessione di un permesso periodico per deambulazione (tre ore giornaliere o altra misura per almeno due volte alla settimana) prescritta dai sanitari dell'A.O.U. Messina per il ripristino del trofismo muscolare (certificato medico del 4/2/2025), nonché la concessione di un permesso premio di quindici giorni ai sensi dell'art. 30-ter Ord. pen. Il Magistrato di sorveglianza ha rigettato le istanze ritenendo che non fosse stato documentato un aggravamento delle condizioni di salute.
La decisione
La Corte ha qualificato il reclamo relativo alla modifica delle prescrizioni come ricorso per cassazione, ha annullato il provvedimento impugnato per carenza assoluta di motivazione (il rigetto si è limitato a rilevare l'assenza di documentato aggravamento senza valutare la certificazione che prescriveva la deambulazione né misure alternative) e ha rinviato il fascicolo al Magistrato di sorveglianza di Messina per nuovo giudizio. Quanto al diniego del permesso premio, la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Messina, ritenendo che, ai sensi dell'art. 30-ter, comma 7, il rimedio debba essere esperito mediante reclamo al Tribunale di sorveglianza.
Norme richiamate
ai sensi dell'art. 30-ter, comma 7, Ord. pen., il rimedio previsto è quello del reclamo al Tribunale di sorveglianza
La norma disciplina il permesso premio per motivi di salute e individua il reclamo al Tribunale di sorveglianza come rimedio contro il diniego; la Corte ha pertanto disposto la trasmissione degli atti al Tribunale per la valutazione del permesso premio.
Riferito come fondamento sistematico per individuare che le richieste di modifica delle modalità di detenzione domiciliare incidono sulla libertà personale e sono sindacabili in cassazione; la giurisprudenza richiamata estende il ricorso per cassazione a tali provvedimenti.
art. 111 Cost.
contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale ... è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge
Il principio costituzionale è usato per giustificare l'accesso alla Corte di Cassazione per i provvedimenti che incidono sulla libertà personale.
art. 568, comma 2, cod. proc. pen.
"Sono sempre soggetti a ricorso per cassazione, quando non sono altrimenti impugnabili, i provvedimenti con i quali il giudice decide sulla libertà personale"
La norma processuale sostiene la tesi che i provvedimenti riguardanti la libertà personale sono soggetti a ricorso per cassazione, confermando la ricomprensione delle decisioni sul regime detentivo nell'ambito dei provvedimenti impugnabili in Cassazione.
art. 284 cod. proc. pen. (richiamato nella giurisprudenza)
Riferimento ai provvedimenti che regolano modalità di esecuzione degli arresti domiciliari (art. 284, terzo comma) per affermare che tali provvedimenti incidono sull'afflittività della misura e sono sindacabili nei gradi successivi.
art. 310 cod. proc. pen. (richiamato nella giurisprudenza)
Richiamato per la regola sull'impugnazione dei provvedimenti che incidono sulla libertà personale e per il sindacato di secondo grado esteso anche nel merito.
Massime di principio
- Le decisioni del Magistrato di sorveglianza che modificano o confermano le prescrizioni della detenzione domiciliare incidono sulla libertà personale e, se non altrimenti impugnabili, possono essere ricondotte al ricorso per cassazione per violazione di legge.
- Il rigetto di una istanza fondata su certificazione medica richiedente misure detentive più favorevoli per motivi di salute richiede una motivazione minima adeguata: la semplice affermazione dell'assenza di 'aggravamento' non è sufficiente se non si valuta anche la necessità preventiva di evitare il peggioramento o misure alternative meno incisive.
- In presenza di prescrizioni mediche specifiche (es. deambulazione per ripristino del trofismo muscolare), l'autorità giudiziaria deve considerare e motivare il perché non siano concedibili né la misura richiesta né soluzioni intermedie proporzionate.
- Per il permesso premio ex art. 30-ter Ord. pen. il rimedio contro il diniego è il reclamo al Tribunale di sorveglianza, pertanto gli atti devono essere inviati a detto organo quando il Magistrato rigetta la richiesta.
- La carenza assoluta di motivazione costituisce vizio di violazione di legge: i provvedimenti devono contenere un percorso logico e argomentativo comprensibile e coerente, altrimenti sono annullabili e si impone il rinvio per nuovo giudizio.
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