Cassazione Civile, Ordinanza n. 17884/2026 del 04/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente previdenziale)
La controversia
La controversia origina dalla domanda proposta dagli eredi di un ex dirigente industriale volta alla riliquidazione della pensione del dante causa, tenendo conto di contributi versati al fondo ex-INPDAI per alcuni anni di lavoro e della corretta determinazione della retribuzione pensionabile e dei relativi conteggi. In appello l'INPS aveva ottenuto una riduzione dell'importo riconosciuto in primo grado, sulla base di una nuova consulenza tecnica che aveva corretto errori di calcolo della precedente CTU, escludendo periodi in cui il lavoratore non aveva svolto funzioni dirigenziali e applicando i criteri normativi di calcolo della media retributiva e della rivalutazione/degli interessi. Gli eredi ricorrono per cassazione con quattro motivi: 1) nullità della sentenza per violazione dell'art. 434 c.p.c., sostenendo che l'appello INPS fosse inammissibile perché non diretto contro la sentenza ma solo contro la CTU, con censure confuse e indecifrabili; 2) omesso esame di fatti decisivi e violazione delle norme sul processo e sulla consulenza tecnica, lamentando che la Corte d'appello avesse disposto una ulteriore CTU anziché chiarire quella già svolta, con lesione di economia processuale e ragionevole durata; 3) omesso esame delle osservazioni critiche formulate alla quarta CTU, deducendo che la Corte avesse trascurato i rilievi sulla normativa applicabile al calcolo della retribuzione pensionabile dei dirigenti industriali; 4) nullità della sentenza per avere ritenuto tardive e inammissibili le contestazioni svolte nelle note scritte depositate nel periodo emergenziale, sostenendo che quelle note fossero il primo e necessario strumento per contestare la CTU.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto tutti e quattro i motivi. Ha ritenuto ammissibile e chiaro l'appello dell'INPS, osservando che le doglianze erano specifiche e riferite alla sentenza di primo grado, pur passando attraverso la critica agli errori della CTU; ha inoltre ribadito che il giudice di merito può disporre una nuova consulenza tecnica e aderire a quella ritenuta più convincente, purché dia adeguata motivazione. Quanto al terzo motivo, ha escluso l'omesso esame, rilevando che il CTU aveva risposto alle osservazioni di parte e che la Corte territoriale aveva dato conto di tali risposte. Sul quarto motivo, ha ritenuto corretto considerare tardive le nuove deduzioni inserite nelle note scritte, evidenziando che le contestazioni alla CTU erano già state formulate con le osservazioni tecniche e che le note sostitutive dell'udienza non potevano introdurre nuovi motivi di censura senza adeguata allegazione del pregiudizio difensivo. Il ricorso è stato pertanto integralmente rigettato, con condanna dei ricorrenti alle spese e al doppio contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
il vizio di omesso esame riguarda un fatto storico decisivo e non la mera diversa valutazione delle prove o delle deduzioni difensive; il vizio di nullità processuale richiede una reale violazione delle forme essenziali.
l'atto di appello è ammissibile quando consente di individuare chiaramente le questioni e i punti contestati della sentenza, anche se le doglianze passano attraverso la critica alla consulenza tecnica.
la condotta contumaciale della parte non equivale automaticamente a non contestazione dei fatti costitutivi della domanda, ma è valutabile liberamente dal giudice.
il giudice può ricorrere alla consulenza tecnica per approfondire gli aspetti tecnici della decisione.
le osservazioni delle parti sulla consulenza tecnica devono essere valutate nel contraddittorio, ma l'omessa adesione alla tesi difensiva non integra di per sé un vizio di legittimità.
il giudice può disporre chiarimenti o rinnovazione della consulenza ove necessario per la corretta formazione del proprio convincimento.
art. 111 Cost.
la scelta di disporre una nuova consulenza deve essere coerente con il canone di ragionevole durata ed economia processuale, ma resta rimessa al potere del giudice di merito se adeguatamente motivata.
per il periodo considerato, interessi e rivalutazione possono cumularsi fino al 1991, secondo la ricostruzione accolta nella sentenza d'appello richiamata in ricorso.
la retribuzione annua pensionabile va determinata secondo la media delle retribuzioni dell'ultimo quinquennio di contribuzione, come richiamato dal CTU e valorizzato dalla Corte di merito.
art. 83, comma 7, lett. h, D.L. 18/2020 conv. in L. 27/2020
le note scritte sostitutive dell'udienza emergenziale servono a contenere istanze e conclusioni, non necessariamente a introdurre nuovi motivi di censura se questi risultano tardivi rispetto al contraddittorio tecnico già svolto.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
in caso di rigetto del ricorso, la Corte dà atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.
Massime di principio
- L'appello non richiede formule sacramentali: è ammissibile quando dall'atto emergano con chiarezza le specifiche censure alla decisione impugnata, anche se articolate come critica alla consulenza tecnica recepita dal giudice di primo grado.
- La critica in cassazione alla scelta del giudice di aderire a una consulenza tecnica anziché a un'altra è ammissibile solo se si traduce nell'omesso esame di un fatto storico decisivo; non basta contrapporre una diversa lettura delle risultanze peritali o delle deduzioni difensive.
- Quando in corso di causa vengono espletate più consulenze tecniche con esiti diversi, il giudice può aderire a quella ritenuta più convincente o disporne un'ulteriore, ma deve dar conto in motivazione delle ragioni della preferenza e del superamento delle precedenti conclusioni.
- L'omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. presuppone l'indicazione di un fatto storico specifico, discusso tra le parti e decisivo; non è sufficiente lamentare la mancata considerazione di singoli elementi istruttori o di argomentazioni difensive.
- La contumacia della parte non produce automaticamente gli effetti della non contestazione in senso pieno sui fatti costitutivi della domanda, restando il comportamento processuale liberamente apprezzabile dal giudice.
- Le note scritte sostitutive dell'udienza non possono essere usate per introdurre tardivamente nuove censure tecniche se la parte aveva già avuto modo di contestare la consulenza e non allega un concreto pregiudizio difensivo derivante dalla modalità di trattazione.
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