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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26346/2026 del 14/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (indagati)

La controversia

La vicenda riguarda un sequestro preventivo disposto su somme riferite a ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche e di malversazione di erogazioni pubbliche, contestate a un indagato e a una coindagata, oltre che a una società. Il G.i.p. di Pescara aveva disposto il vincolo su importi collegati a finanziamenti pubblici o garantiti da fondi pubblici; il Tribunale del riesame aveva rigettato le richieste di revoca o riduzione. Nel ricorso per cassazione il primo indagato deduceva: 1) inutilizzabilità dei dati estratti da una copia forense di hard disk e dispositivi, perché acquisiti e analizzati in violazione delle regole procedimentali e delle garanzie previste per l'analisi dei dati informatici; 2) erronea applicazione dell'art. 316-bis c.p. per mancata consumazione del reato e per anticipazione indebita della cautela; 3) sproporzione del sequestro rispetto al profitto, sostenendo che, per la malversazione, il profitto non coincidesse con l'intero importo erogato; 4) omessa motivazione sul ruolo di amministratore di fatto attribuitogli. La coindagata deduceva a sua volta: 1) inutilizzabilità della copia forense trattenuta sine die; 2) insussistenza del concorso ex art. 110 c.p. nel reato di malversazione, per difetto di prova della consapevolezza della provenienza pubblica delle somme e del vincolo di destinazione; 3) insussistenza della malversazione, poiché i finanziamenti erano stati erogati da banche private, seppur assistiti da garanzia pubblica, con violazione del principio di legalità e di offensività.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati i primi motivi di entrambi i ricorsi limitatamente alla fase di analisi della copia forense da parte della Procura di Chieti: ha stabilito che l'acquisizione della copia forense dalla Procura di Pescara era legittima, ma che la successiva analisi del materiale per finalità investigative diverse richiedeva nuovamente il rispetto delle garanzie di pertinenza e proporzionalità, con indicazione specifica delle informazioni da ricercare e dei criteri di selezione. Poiché tali indicazioni mancavano nel conferimento dell'incarico del 13/05/2025, i dati estratti sono stati ritenuti inutilizzabili. Di conseguenza, l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Pescara, che dovrà riesaminare il fumus espungendo gli elementi inutilizzabili. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 191 c.p.p.

    Le prove acquisite in violazione di un divieto probatorio sono inutilizzabili; l'inutilizzabilità colpisce i dati informatici estratti in violazione delle regole che presidiano pertinenza e proporzionalità dell'analisi.

  • art. 371 c.p.p.

    Consente la trasmissione di atti e copie tra procedimenti, senza invalidare di per sé l'acquisizione della copia forense da un diverso procedimento.

  • art. 117 c.p.p.

    L'autorità giudiziaria può trasmettere copie di atti anche di propria iniziativa tra uffici diversi.

  • art. 360 c.p.p.

    Richiamato dalla difesa come garanzia non osservata nelle nuove operazioni di estrazione, ma la Corte non fonda su tale profilo la decisione di annullamento.

  • art. 263 c.p.p.

    Indicata come rimedio restitutorio esperibile dal titolare dei beni dopo la selezione dei dati pertinenti.

  • art. 348 c.p.p.

    Rilevato per sottolineare le ampie prerogative della polizia giudiziaria anche dopo la notizia di reato.

  • art. 316-bis c.p.

    Richiamato in relazione alle contestazioni di malversazione di erogazioni pubbliche e al momento consumativo; la Corte non decide nel merito per assorbimento.

  • art. 606 c.p.p.

    comma 1, lett. b) e lett. c) e lett. e)

    Usato per incardinare i motivi di ricorso per violazione di legge, inutilizzabilità e vizio di motivazione.

  • art. 110 c.p.

    Norma sul concorso di persone richiamata dalla coindagata per contestare la propria partecipazione al reato presupposto.

  • art. 253 c.p.p.

    Richiamato dalla difesa nella doglianza sull'acquisizione e sull'utilizzabilità della copia forense.

  • art. 324 c.p.p.

    Indica la competenza del giudice di rinvio a seguito dell'annullamento dell'ordinanza in materia cautelare reale.

  • art. 25 Cost.

    Richiamato dalla difesa per censurare interpretazioni estensive o analogiche in malam partem della fattispecie di malversazione.

Massime di principio

  • Nell'analisi di dati contenuti in dispositivi informatici o in una copia forense legittimamente acquisita, il pubblico ministero deve indicare le specifiche informazioni ricercate e i criteri di selezione del materiale, così da garantire pertinenza e proporzionalità dell'acquisizione.
  • La legittima trasmissione di una copia forense tra uffici di procura diversi non è di per sé causa di invalidità; ciò che rileva, ai fini dell'utilizzabilità, è il rispetto delle garanzie procedimentali nella successiva analisi dei dati per finalità investigative diverse.
  • Se la copia forense è stata originariamente formata in altro procedimento e già selezionata per diverse finalità investigative, un nuovo impiego per un diverso procedimento richiede autonome garanzie di selezione e non può tradursi in acquisizione indiscriminata o meramente esplorativa.
  • La violazione delle regole procedimentali poste a tutela della riservatezza e della protezione dei dati personali nei controlli sui supporti informatici determina inutilizzabilità dei dati estratti, in quanto espressione di un divieto probatorio.
  • In materia di malversazione di erogazioni pubbliche, la restituzione totale o parziale delle somme può incidere sulla quantificazione del profitto da assoggettare a sequestro finalizzato alla confisca, pur non escludendo la configurabilità del reato una volta consumata la distrazione.

Come è indicizzato

MaterieSequestroImpugnazioniCorruzionePeculatoAbuso d'ufficio
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiInutilizzabilità della provaOnere della provaConfisca

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