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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13713/2024 del 04/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per danneggiamento aggravato deducendo: 1) carenza della capacità del giudice per presunta illegittima assegnazione del procedimento al giudice onorario (GOT) senza provvedimento formale, con richiamo all'art. 33, comma 1 e alle regole tabellari; 2) nullità della citazione a giudizio per notifica irregolare del decreto di citazione (consegna a persona diversa, ossia al padre convivente, senza prova della ricezione dell'informativa al ricorrente), con riferimento agli artt. 157 e ss. c.p.p. e alla l. n. 890/1982.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la mancata produzione di un provvedimento formale di assegnazione comporti, di per sé, incapacità del giudice: la giurisprudenza richiede uno «stravolgimento dei principi e dei canoni essenziali dell'ordinamento giudiziario» perché sussista la nullità prevista dall'art. 33 c.p.p.; l'assegnazione al GOT è legittima quando il togato è impedito o mancante e non occorre documentare sempre l'impedimento. Sul secondo motivo ha ritenuto la nullità della notifica come nullità "a regime intermedio" che, essendo intervenuta in un momento anteriore al giudizio di primo grado, doveva essere eccepita entro la deliberazione della sentenza di primo grado; qui la deduzione è stata proposta soltanto con l'atto di appello, quindi tardiva e inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 33, comma 1, codice di procedura penale

    La Corte interpreta la norma restrittivamente: la nullità per incapacità del giudice richiede una violazione tale da stravolgere principi fondamentali dell'ordinamento giudiziario, non una mera inosservanza delle regole organizzative o tabellari.

  • artt. 178 e ss., codice di procedura penale

    Richiamati come riferimento alle regole sull'organizzazione e attribuzione degli uffici giudiziari; la loro inosservanza determina nullità solo se produce lo stravolgimento dei canoni essenziali.

  • art. 43-bis, R.D. 30 gennaio 1941, n. 12

    Applicata in relazione all'assegnazione del lavoro giudiziario ai giudici onorari: la norma non impone la documentazione dell'impedimento del togato quale condizione necessaria per l'assegnazione del ruolo all'onorario.

  • artt. 157 e ss., codice di procedura penale

    Richiamati in relazione alle regole di notifica degli atti processuali; la Corte qualifica la notifica irregolare come possibile nullità a regime intermedio, suscettibile di decadenza se non tempestivamente eccepita.

  • Legge n. 890 del 1982

    Richiamata quale normativa applicabile alle modalità di notificazione; la Corte la inquadra nella disciplina che consente di qualificare la nullità come intermedia quando la notifica è consegnata a terzi conviventi senza prova della presa visione dell'informativa.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Norma usata per il richiamo alla celebrazione del procedimento in contraddittorio scritto davanti alla Corte, non incide sulle questioni sostanziali decise.

  • art. 180, codice di procedura penale

    Richiamato nella giurisprudenza citata in relazione ai termini e alle modalità di deduzione delle nullità in sede di ricorso per cassazione.

  • art. 616, codice di procedura penale

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e al pagamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di euro 3.000.

Massime di principio

  • La violazione delle regole organizzative o tabellari sulla assegnazione dei fascicoli non determina automaticamente la nullità della sentenza: è necessaria una lesione grave che stravolga i principi essenziali dell'ordinamento giudiziario per configurare incapacità del giudice ai sensi dell'art. 33 c.p.p.
  • L'assegnazione del processo a un giudice onorario (GOT) è legittima quando il togato è impedito o mancante; non sempre è richiesta la documentazione formale dell'impedimento perché la norma non impone la prova dell'assenza del togato come condizione di validità.
  • La notifica inesatta (consegna a soggetto diverso dall'imputato) è, di regola, una nullità a regime intermedio e va tempestivamente eccepita: se riguarda atti anteriori all'avvio del giudizio di primo grado deve essere dedotta entro la deliberazione della sentenza di primo grado; se riguarda il giudizio va eccepita prima della deliberazione della sentenza di appello; solo in alcuni casi è deducibile in cassazione.
  • La mancata eccezione tempestiva delle nullità processuali comporta la decadenza del mezzo di impugnazione su tale motivo e può determinare l'inammissibilità del ricorso in cassazione.
  • La posizione di fatto del destinatario (es. detenuto o agli arresti domiciliari) non esonera dall'onere di eccepire per tempo le nullità relative alle notifiche; la tardività può comportare il rigetto della doglianza.
  • In caso di inammissibilità del ricorso la parte soccombente può essere condannata non solo alle spese processuali ma anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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