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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13658/2024 del 04/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva confermato la condanna del ricorrente per cessione di marijuana e detenzione di marijuana presso l'abitazione (fatti del 28/02/2020). Il ricorrente deduceva: (1) vizio di motivazione e travisamento probatorio, lamentando incongruenze nella valutazione delle dichiarazioni del cessionario Mourchid Soufiane e dei testi a difesa, nonché apparenze contradditorie circa il rinvenimento del denaro; (2) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio per mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, applicazione della recidiva e aumento per continuazione interna, contestando la mancanza di adeguata motivazione su questi punti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile (trattato cartolarmente ai sensi dell'art. 23 del d.l. n. 137/2020). Il primo motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato: la Corte d'appello aveva adeguatamente motivato la valutazione di non credibilità della versione dell'imputato e della moglie, nonché la valutazione parziale e selettiva delle dichiarazioni del cessionario Mourchid, ritenendo affidabile la parte in cui egli riconosceva di aver ricevuto la sostanza dall'imputato; la decisione di merito era compatibile con i riscontri (rinvenimento di hashish e marijuana, confezionamenti, buste forate, dichiarazioni di Bosco, somma di denaro). Il secondo motivo è stato ritenuto inammissibile: la Corte territoriale ha motivato adeguatamente l'esclusione delle attenuanti generiche richiamando i precedenti penali e l'assenza di collaborazione; la recidiva è stata motivata in relazione alla reiterazione del medesimo tipo di reato; l'aumento per continuazione interna (un terzo) è stato ritenuto proporzionato e motivato in misura adeguata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico stupefacenti)

    Il reato di cessione di stupefacenti si realizza con qualsiasi consegna ad altri di sostanze stupefacenti; non è necessario accertare che la cessione sia a titolo oneroso.

  • art. 23, d.l. n. 137/2020

    Consente il trattamento cartolare dei ricorsi in Cassazione in assenza di istanza di discussione orale; qui applicato per dichiarare il ricorso trattato per iscritto.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la valutazione delle circostanze attenuanti generiche; la valutazione è di merito e non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.

  • art. 81 cod. pen.

    Limiti e proporzione nel cumulo e nel calcolo delle pene; utilizzato come parametro nel giudizio di congruità dell'aumento per continuazione interna.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina il merito fattuale se la motivazione del giudice di merito è logicamente coerente e compatibile con una plausibile opinabilità: le doglianze che si risolvono in mero dissenso valutativo sono inammissibili.
  • Le dichiarazioni testimoniali possono essere valutate in modo frazionato: parti di una testimonianza ritrattata possono essere ritenute attendibili se reggono al riscontro e non sussiste interferenza logico-fattuale che ne comprometta la credibilità complessiva.
  • Per il reato di cessione di stupefacenti è sufficiente la prova della traditio (consegna) della sostanza; non è necessario dimostrare che la cessione sia stata a titolo oneroso.
  • L'esclusione delle circostanze attenuanti generiche è legittima quando il giudice del merito motiva la scelta evidenziando precedenti penali e mancanza di elementi di collaborazione o resipiscenza.
  • L'applicazione della recidiva richiede una valutazione concreta della reiterazione come indice di pericolosità e riprova; una motivazione che colleghi il nuovo reato a precedenti analoghi è in genere sufficiente.
  • Nella determinazione dell'aumento per reato continuato il giudice deve motivare la congruità dell'aumento ma il livello di dettaglio richiesto è proporzionato all'entità dell'aumento; aumenti limitati e proporzionati possono essere ritenuti adeguatamente motivati anche con argomentazione sintetica.

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