Cassazione Penale, Sentenza n. 4835/2022 del 10/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per il delitto di minaccia (riqualificazione dal contestato tentativo di violenza privata), articolando quattro motivi: 1) violazione dell'art. 48 d.lgs. 274/2000 per mancata dichiarazione della competenza del Giudice di pace a seguito della riqualificazione; 2) violazione dell'art. 521 c.p.p. e pregiudizio del diritto di difesa per mancata correlazione tra accusa e sentenza; 3) errata esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p.; 4) estinzione del reato per prescrizione alla luce della data di commissione (5/9/2013).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile sul resto, confermando la responsabilità dell'imputato. Tuttavia ha annullato senza rinvio la parte relativa al trattamento sanzionatorio perché la multa irrogata (€200) era superiore al massimo edittale vigente al momento del fatto (massimo €51 all'epoca), rideterminando la pena in €50 di multa. Ha condannato l'imputato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile per €2.000 oltre accessori e a pagare le spese processuali e la sanzione a favore della Cassa delle ammende. Il ricorso relativo alla prescrizione è stato respinto perché non è stata considerata la sospensione dei termini.
Norme richiamate
La Corte ha confermato che il fatto integra il delitto di minaccia così come derubricato in primo grado; la minaccia costituisce elemento costitutivo della originaria contestazione di tentata violenza privata
tentata violenza privata (contestazione originaria)
La riqualificazione dal reato tentato a reato consumato o diverso è possibile quando la diversa qualificazione sia prevedibile e compatibile con il nucleo essenziale dei fatti
d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 48
competenza del Giudice di pace
La norma prevede l'obbligo di dichiarare l'incompetenza per reati di competenza del Giudice di pace; la Corte ha precisato che, per il criterio della perpetuatio iurisdictionis, la competenza del giudice togato permane se il Tribunale era competente ab origine e la riqualificazione dipende dall'assunzione di prova nel corso del giudizio
principio di correlazione tra accusa e sentenza
La Corte ha richiamato la giurisprudenza che ammette la riqualificazione in sentenza se conforme alle previsioni costituzionali ed eurounitarie, purché il nucleo essenziale del fatto non cambi e la difesa non risulti concretamente pregiudicata
esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
La Corte ha ritenuto inammissibile dedurre in Cassazione l'applicabilità dell'art. 131-bis se tale questione non è stata prospettata nei gradi di merito quando la norma era già in vigore
motivi di ricorso per cassazione
Richiamata per inquadrare i motivi dedotti; la Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi dedotti ai sensi delle lettere invocate
art. 620, comma 1, lett. l) cod. proc. pen.
criteri di commisurazione della pena
Utilizzato dalla Corte per rideterminare d'ufficio la multa alla luce del massimo edittale vigente al tempo del fatto
decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, conv. con legge 15 ottobre 2013, n. 119
modifica del massimo edittale della multa (entrata in vigore 16/10/2013)
La Corte ha rilevato che l'aumento del massimo edittale della multa per l'art. 612 c.p. è intervenuto dopo il fatto (5/9/2013) e non poteva retroagire; perciò la multa originaria di €200 era illegale rispetto al massimo applicabile al tempo del reato
art. 48 d.lgs. 274/2000 (richiamato anche con art. 23 cod. proc. pen.)
competenza e giudice naturale
La Corte ha chiarito che l'art. 48 deroga al regime ordinario ma non impedisce l'applicazione del criterio della perpetuatio iurisdictionis quando la competenza del Tribunale era correttamente attribuita in origine
Massime di principio
- La riqualificazione del fatto in sede di giudizio è legittima se non altera il nucleo essenziale dell'addebito e la diversa qualificazione era prevedibile; in tal caso il diritto di difesa è rispettato se l'imputato ha avuto la possibilità di impugnare.
- La competenza rimane al giudice togato (perpetuatio iurisdictionis) quando la contestazione originaria rientrava nella sua cognizione e la riqualificazione dipende dalle prove acquisite in giudizio; quindi la mera riqualificazione non obbliga il giudice a declinare la competenza al Giudice di pace.
- La questione dell'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità) deve essere sollevata nei gradi di merito quando la norma è già vigente; non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione.
- Per la valutazione della prescrizione è necessario computare correttamente le sospensioni dei termini (es. astensione del difensore, rinvii richiesti dalla difesa) che possono prolungare i termini prescrizionali.
- La Corte di Cassazione può rilevare d'ufficio l'illegittimità della pena e, se necessario, annullare senza rinvio la parte sanzionatoria e rideterminare la pena secondo i criteri di legge applicabili al momento del fatto.
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