Cassazione Civile, Ordinanza n. 26321/2023 del 12/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
La controversia
I proprietari di un fondo rustico avevano agito per ottenere l'accertamento dell'inesistenza di una servitù di passaggio, anche carrabile, asseritamente esercitata dal fondo confinante dal giugno 2002, con ordine di cessazione del transito. La convenuta aveva resistito e, in via riconvenzionale, aveva chiesto l'accertamento dell'acquisto della servitù per destinazione del padre di famiglia o, in subordine, per usucapione, sostenendo l'esercizio del passaggio per interclusione del proprio fondo. Il Tribunale aveva rigettato sia la domanda principale sia la riconvenzionale, escludendo la servitù per difetto di opere visibili e strumentali al passaggio. La Corte d'appello aveva rigettato l'appello dei proprietari del fondo servente, ritenendo che l'azione negatoria fosse preclusa dalla prova dell'esistenza di un sentiero, anche alla luce di un precedente giudizio possessorio favorevole alla convenuta, e aveva escluso il giudicato interno sulla riconvenzionale. Con il ricorso per cassazione i proprietari deducevano, da un lato, la violazione delle norme sul giudicato e sulle impugnazioni per mancata proposizione di appello incidentale da parte della soccombente sulla riconvenzionale; dall'altro, la violazione dell'art. 2697 c.c. e dell'art. 949 c.c. per non avere la Corte territoriale applicato correttamente l'onere della prova nella negatoria servitutis.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ha ritenuto assorbito il secondo, ha cassato la sentenza d'appello e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito ex art. 384 c.p.c. accogliendo la domanda dei proprietari del fondo servente. È stata dichiarata l'inesistenza di qualsiasi servitù di passaggio sul loro fondo e ordinato alla controparte di astenersi dall'attraversarlo a piedi e con qualunque mezzo. La resistente è stata inoltre condannata alle spese dei tre gradi di giudizio.
Norme richiamate
richiamato insieme alle norme sulle impugnazioni per affermare la formazione del giudicato interno sulla domanda riconvenzionale rigettata in primo grado se non impugnata con appello incidentale
la parte soccombente su una domanda o questione deve proporre impugnazione specifica per evitare il giudicato sulla statuizione sfavorevole
l'appello incidentale è necessario per la parte rimasta soccombente sulla domanda rigettata
richiamato nel quadro delle preclusioni proprie del giudizio di appello
la presunzione di rinuncia opera solo per la parte totalmente vittoriosa che non riproponga domande o eccezioni non accolte
l'impugnazione deve veicolare specificamente le censure contro la decisione di primo grado
richiamato nel secondo motivo quale norma sull'onere della prova, ritenuto assorbito
l'azione negatoria servitutis impone al convenuto l'onere di provare l'esistenza del diritto di servitù vantato
consente alla Corte di decidere nel merito senza rinvio quando non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto
Massime di principio
- La parte soccombente su una domanda riconvenzionale o su una questione definita in primo grado deve proporre appello incidentale, anche condizionato, altrimenti la statuizione sfavorevole si consolida in giudicato interno.
- La presunzione di rinuncia prevista per le domande o eccezioni non accolte opera solo per la parte totalmente vittoriosa in primo grado, che può limitarne la riproposizione; non opera invece per la parte soccombente, che deve impugnare specificamente.
- Nell'azione negatoria servitutis l'attore deve provare la propria legittimazione a far valere la libertà del fondo, ma non ha l'onere di dimostrare in modo rigoroso la proprietà come nella rivendica; è invece il convenuto che deve provare il diritto di servitù di cui pretende l'esercizio.
- Il giudicato formatosi sul rigetto di una domanda confessoria di servitù preclude la reiterazione della stessa pretesa sulla base di fatti costitutivi ulteriori o diversi non fatti valere nel giudizio definito.
- Un precedente giudizio possessorio non è decisivo sulla conformità a diritto della situazione di fatto, poiché in esso si accerta solo il possesso, restando impregiudicata la titolarità del diritto reale.
- Quando la causa è matura e non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può cassare la sentenza impugnata e decidere direttamente nel merito.
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