Cassazione Penale, Sentenza n. 33510/2025 del 09/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato impugna l'ordinanza che ha reintegrato la custodia in carcere sostituendo gli arresti domiciliari precedentemente disposti. Il ricorso deduceva un vizio di motivazione: il GIP aveva giustificato gli arresti domiciliari con il contesto territoriale diverso da Palermo, con le dinamiche criminali e con la minore estensione del comune di esecuzione (maggiore possibilità di controllo). Il fatto si riferisce alla disponibilità di circa 5 kg di hashish, ottenuti tramite spedizione postale e occultati nell'abitazione di un'altra persona; il Tribunale ha ritenuto però che tale modalità fosse reiterabile ovunque e che il mutamento del comune non costituisse elemento di novità idoneo a neutralizzare il rischio di reiterazione.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondata la doglianza, confermando la valutazione del Tribunale in base ai principi interpretativi sull'attualità del pericolo di reiterazione e sull'adeguatezza degli arresti domiciliari. In particolare la Corte ha sottolineato che la modalità criminale (uso della posta, occultamento in altra abitazione) manifesta una potenzialità di reiterazione indipendente dal contesto territoriale e che la misura meno afflittiva non è idonea a neutralizzare il concreto rischio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 4
Norma sostanziale richiamata in relazione al delitto di traffico di stupefacenti; rilevanza della gravità dell'indicazione di indizi in ordine alla disponibilità di ingenti quantitativi (circa 5 kg di hashish).
codice di procedura penale, art. 274, lett. c) (modificato dalla legge 16/04/2015, n. 47)
Il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione non va inteso come imminenza stretta ma come continuità nel tempo della potenzialità criminale dell'indagato; va valutata la concretezza e la prognosi del rischio di reiterazione in base a specifici indici, non su astratte ipotesi.
art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.
Richiamato nei provvedimenti di trasmissione alla cancelleria per gli adempimenti esecutivi a seguito della decisione.
Giurisprudenza della Corte di cassazione citata
Sez. 6, n. 3043 del 27/11/2015; Sez. 2, n. 26093 del 31/03/2016; Sez. U, n. 20769 del 28/4/2016; altre pronunce indicate in motivazione
La giurisprudenza chiarisce i criteri per valutare l'attualità e l'adeguatezza della misura cautelare: l'attualità è desumibile da specifici indici (modalità del fatto, personalità dell'indagato) e l'idoneità degli arresti domiciliari va valutata con riferimento a elementi concreti che rendano probabile la violazione delle prescrizioni.
Massime di principio
- La 'novità' invocata per giustificare una misura meno afflittiva deve essere effettiva e non meramente formale (es. spostamento del comune di esecuzione non basta).
- Per valutare il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione occorre considerare la continuità temporale della potenzialità criminale e specifici indici desumibili dalla condotta e dalla personalità dell'indagato, non solo la prossimità temporale di un'occasione.
- La gravità e le modalità del fatto (es. ingente quantitativo di stupefacente, uso della posta per il traffico, occultamento presso terzi) aumentano la probabilità di reiterazione e possono giustificare misure più afflittive.
- L'adeguatezza degli arresti domiciliari deve essere motivata su elementi concreti che rendano probabile la mancata osservanza delle prescrizioni; non sono sufficienti ipotesi astratte o supposizioni.
- In caso di condotte facilmente riproducibili indipendentemente dal contesto territoriale, la misura cautelare meno afflittiva può risultare inefficace a neutralizzare il rischio di reiterazione.
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