Cassazione Penale, Sentenza n. 31851/2025 del 24/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di convalida (23/12/2024) del divieto di accesso e dell'obbligo di presentazione previsto nel provvedimento del Questore del 19/12/2024. Due motivi: 1) vizio di motivazione per mancata indicazione delle ragioni di necessità e urgenza giustificative dell'obbligo di presentazione, e omissione del GIP nella verifica di tale requisito; il ricorrente ha inoltre documentato di aver ottemperato all'obbligo di firma prima della convalida; 2) eccesso di potere e vizio di motivazione in relazione alla durata della misura (rilevata mancata determinazione della durata entro la forbice prevista dalla normativa e violazione del principio di gradualità).
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo nei limiti indicati: la giurisprudenza richiede che la motivazione sulla necessità e urgenza riguardi la prossimità temporale delle competizioni e che il difetto di motivazione possa essere contestato quando il destinatario provi di avere eseguito l'obbligo prima della convalida. Il ricorrente ha documentato di essersi presentato per la firma il 21/12/2024 (giorno successivo alla notifica) e in altre tre occasioni prima della convalida; poiché né il provvedimento del Questore né la convalida del GIP motivavano la necessità/urgenza, l'ordinanza impugnata è stata annullata limitatamente all'obbligo di presentazione, con rinvio al GIP per nuovo esame e con sospensione dell'efficacia di tale obbligo. Il secondo motivo relativo alla durata è stato assorbito.
Norme richiamate
Costituzione, art. 13
sentenza C. Cost. n. 512 del 2002
Principio di tassatività delle limitazioni della libertà personale; la motivazione sulle ragioni di necessità e urgenza è richiesta per misure che incidono sulla libertà personale
riferimento alla forbice sanzionatoria tra 5 e 10 anni per la durata della misura
La misura deve essere adeguatamente motivata anche nella durata; nel caso la questione sulla durata è stata dichiarata assorbita ma la Corte richiama la necessità di motivazione specifica
richiamati nel ricorso come regole sul procedimento amministrativo
Richiesta di rispetto dei principi di trasparenza, motivazione e dellegittimità degli atti amministrativi
D.L. n. 137/2020, art. 23 comma 8
citato nelle conclusioni del Procuratore generale
Norma richiamata nelle conclusioni di parte pubblica in sede di esame del ricorso
Codice di procedura penale, art. 391‑quater
menzionato per le produzioni difensive
Regola la produzione documentale nel procedimento di convalida e le relative prove che il ricorrente ha prodotto per dimostrare le presentazioni effettuate prima della convalida
Massime di principio
- La motivazione sulla necessità e urgenza è obbligatoria per i provvedimenti che limitano la libertà personale e deve riguardare l'attualità o la prossimità temporale delle competizioni sportive
- Il destinatario può contestare il difetto di motivazione del provvedimento amministrativo o della convalida solo se prova di avere eseguito l'obbligo (es. firma) prima dell'intervento del magistrato; in questo caso il vizio è rilevante
- Il giudice della convalida deve verificare i presupposti di legittimità dell'atto amministrativo (compresa la necessità e urgenza) e motivare il proprio provvedimento su tali punti
- Se il vizio di motivazione è accertato e il ricorrente ha adempiuto prima della convalida, il giudice può annullare o sospendere l'efficacia dell'obbligo di presentazione e rinviare per nuovo esame
- Le contestazioni sulla durata della misura richiedono che l'autorità motivi la scelta entro i limiti normativi e nel rispetto del principio di gradualità; anche se talvolta il giudice può assorbire tale questione se risolto il profilo principale
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