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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50479/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva convalidato l'arresto facoltativo in flagranza per il reato indicato come "tentato furto pluriaggravato": la ricorrente, tramite difensore, denunciava l'erronea applicazione degli artt. 56 e 624 c.p. e dell'art. 381 c.p.p., sostenendo che in realtà l'imputazione era per tentato furto semplice (mai modificata in pluriaggravato) e che, per quella fattispecie, l'arresto facoltativo previsto dall'art. 381 c.p.p. non è consentito in caso di tentativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla convalida dell'arresto, annullando senza rinvio l'ordinanza impugnata sotto questo profilo. La Corte ha richiamato che l'art. 381, comma 2, c.p.p. (elenco dei reati per i quali è previsto l'arresto facoltativo) non fa riferimento al tentativo, mentre l'art. 380, comma 2, c.p.p. (arresto obbligatorio) indica espressamente reati consumati o tentati; pertanto, secondo la consolidata giurisprudenza citata, l'arresto facoltativo non è ammesso per il reato tentato. La Cancelleria risultava inoltre che la ricorrente era stata assolta per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. e che era cessata la misura dell'obbligo di presentazione alla P.G., fatti acquisiti agli atti.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Disciplina l'istituto del tentativo come autonomia della fattispecie colposa/volontaria rispetto al reato consumato; la Corte ricorda l'autonomia del delitto tentato ai fini dell'applicabilità di effetti normativi collegati ai soli reati consumati.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che punisce il reato di furto; nella vicenda è rilevante la qualificazione tra furto semplice, pluriaggravato e loro forme tentate, con conseguenze sulla legittimità dell'arresto.

  • art. 381 cod. proc. pen. (comma 2)

    Elenca i reati per i quali la polizia giudiziaria può procedere all'arresto facoltativo in flagranza; interpretato dalla Corte come non comprensivo del tentativo quando il comma non menziona espressamente le forme tentate.

  • art. 380 cod. proc. pen. (comma 2)

    Elenca i reati per i quali l'arresto in flagranza è obbligatorio e si riferisce espressamente a reati consumati o tentati; usato dalla Corte in contrasto con l'art. 381 per distinguere la diversa portata delle due previsioni.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Prevede l'assoluzione per particolare tenuità del fatto; dagli atti risultava che la ricorrente era stata assolta ai sensi di questa norma, circostanza acquisita dalla Corte e rilevante sullo stato procesuale.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 45511 del 05/10/2005, "Bugday"; Sez. 2, n. 7441 del 14/12/1998, "Cocchia")

    Giurisprudenza consolidata secondo cui l'arresto facoltativo nei reati indicati dall'art. 381 c.p.p. non è consentito per il tentativo, in virtù dell'autonomia del tentativo rispetto al reato consumato e della mancanza di richiamo esplicito al tentativo nell'elencazione normativa.

Massime di principio

  • L'arresto facoltativo previsto dall'art. 381 c.p.p. non è applicabile ai reati in forma tentata quando il comma che elenca i reati non menziona espressamente il tentativo.
  • Per i reati indicati dall'art. 380 c.p.p. l'arresto può essere obbligatorio anche per il tentativo solo se la norma lo prevede espressamente (testo normativo che si riferisce a reati "consumati o tentati").
  • È essenziale verificare la corretta qualificazione giuridica dell'imputazione (consumato vs tentato; semplice vs aggravato) al momento della convalida dell'arresto: un errore di qualificazione può rendere illegittima la convalida e dare luogo ad annullamento.
  • In caso di contestazione dell'arresto in flagranza, il difensore può efficacemente impugnare la convalida se dimostra che la fattispecie contestata è solo tentata e la norma che autorizza l'arresto facoltativo non contempla il tentativo.
  • L'accertamento di successivi provvedimenti (es. assoluzione per particolare tenuità ex art. 131-bis) ed il venir meno di misure precauzionali possono incidere sul quadro procedurale ma non impediscono l'impugnazione della regolarità della convalida dell'arresto.

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