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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25987/2026 del 10/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli che, in parziale riforma della decisione resa in abbreviato dal GUP del Tribunale di Napoli, aveva rideterminato la pena complessiva in anni tre e mesi otto di reclusione ed euro 2.200 di multa, confermando nel resto la condanna per fatti di porto illegale di arma e lesioni personali aggravate. Il ricorso per cassazione era articolato in due motivi: con il primo si lamentava violazione di legge e vizio di motivazione sulla determinazione della pena-base e sugli aumenti per continuazione, assumendo che la Corte territoriale si fosse limitata a formule stereotipate senza un autonomo percorso argomentativo; con il secondo si censurava il diniego delle attenuanti generiche, ritenuto immotivato nonostante la giovane età, l'asserita mancanza di precedenti significativi, la collaborazione prestata e l'intervenuto risarcimento del danno alla persona offesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto generiche e meramente contestative le doglianze sulla pena-base e sull'aumento per continuazione, osservando che la Corte d'appello aveva correttamente individuato il reato più grave, confermato la pena-base e ridotto la quota di aumento per il reato satellite, con motivazione sintetica ma sufficiente e controllabile. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivato il diniego delle attenuanti generiche, rilevando che la decisione di merito aveva valorizzato l'elevato disvalore della condotta, i precedenti penali anche specifici dell'imputato e l'assenza di ulteriori elementi positivi; ha anche osservato che taluni profili invocati dalla difesa erano già stati valorizzati ad altro titolo o erano smentiti dagli atti. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In tema di reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena-base per esso e motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite, ma la motivazione può essere sintetica quando l'entità dell'aumento è contenuta e consente comunque il controllo del percorso logico-giuridico seguito.
  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili le doglianze che si risolvano in una generica contestazione della valutazione di merito sulla dosimetria della pena, se la scelta sanzionatoria non è frutto di arbitrio o di manifesta illogicità.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice valorizza elementi decisivi quali l'elevato disvalore del fatto, i precedenti penali dell'imputato e l'assenza di concreti elementi positivi, senza dover esaminare analiticamente ogni dato favorevole dedotto dalla difesa.
  • Dopo la riforma del 2008 dell'art. 62-bis c.p., il solo stato di incensuratezza non è di per sé sufficiente per ottenere le attenuanti generiche; occorrono specifici elementi concreti che rendano il reo meritevole di attenuazione del rigore sanzionatorio.
  • Non può ottenere un nuovo scrutinio di merito in cassazione chi deduca elementi già valorizzati ad altro titolo o comunque non idonei, da soli, a fondare il riconoscimento delle attenuanti generiche.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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