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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35818/2026 del 12/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L’imputato ha impugnato la sentenza del 4 febbraio 2026 della Corte di appello di Bari, che aveva confermato la condanna di primo grado per furto pluriaggravato. Con un unico motivo ha denunciato violazione di legge e manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche in regime di prevalenza. La Corte di cassazione ha rilevato che il ricorso riproponeva le doglianze già formulate in appello senza confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata. I giudici di merito avevano valorizzato le particolari modalità del fatto, l’approfittamento della confusione di una persona anziana e l’assenza di segni di resipiscenza nell’immediatezza. Non sono indicati nel testo ulteriori dettagli sul fatto o sulla pena.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché il motivo reiterava le censure d’appello senza una critica argomentata alla motivazione della sentenza impugnata. Ha ritenuto adeguata e priva di manifeste illogicità la motivazione sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche: i giudici di merito potevano fondare la valutazione sugli elementi ritenuti decisivi, senza esaminare ogni elemento favorevole o sfavorevole, e le modalità del fatto e l’assenza di resipiscenza erano sufficienti. La condanna per furto pluriaggravato resta confermata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    non è necessario prendere in considerazione, al fine di giustificare il denegato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli addotti dalle parti o rilevabili dagli atti essendo invece sufficiente il riferimento ai soli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, sicché anche un solo elemento attinente alla personalità del colpevole o all'entità del reato ed alle modalità di esecuzione di esso può risultare all'uopo sufficiente

    Per negare le attenuanti generiche non è necessario valutare singolarmente tutti gli elementi prospettati o risultanti dagli atti: è sufficiente motivare facendo riferimento a uno o più elementi ritenuti decisivi o rilevanti, anche concernenti la personalità del colpevole, l’entità del reato o le modalità esecutive.

  • art. 616 c.p.p.

    il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna dell,g ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

    La dichiarazione d’inammissibilità comporta, secondo la statuizione della Corte, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La motivazione sul diniego delle attenuanti generiche non deve passare in rassegna tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli: può essere sufficiente il richiamo a uno o più elementi ritenuti decisivi o rilevanti, anche relativi alle modalità del fatto o alla personalità dell’imputato.
  • Il ricorso per cassazione che si limita a ripetere le censure già proposte in appello, senza confrontarsi criticamente con le ragioni della decisione impugnata, è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieFurtoCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale

Testo integrale

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