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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35796/2026 del 12/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L’imputato ha impugnato la sentenza del 18 novembre 2025 della Corte d’appello di Palermo, che aveva confermato la decisione di primo grado. Con un unico motivo ha reiterato la richiesta di riduzione della pena al minimo edittale, previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva contestata. La vicenda riguardava un tentato furto in abitazione; il testo non indica la pena irrogata né ulteriori dettagli sui fatti.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la censura investisse una valutazione discrezionale del giudice di merito non sindacabile in cassazione, in assenza di arbitrio o di motivazione insufficiente o manifestamente illogica. Ha rilevato che la Corte territoriale aveva giustificato il trattamento sanzionatorio considerando la concreta gravità del tentato furto in abitazione e i plurimi precedenti specifici, elementi ritenuti idonei a sostenere la soluzione adottata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La determinazione della pena e la valutazione della richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche con prevalenza sulle aggravanti rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e non sono sindacabili in cassazione quando la motivazione non è arbitraria, insufficiente o manifestamente illogica.
  • La gravità concreta del fatto e i precedenti specifici possono costituire motivazione idonea a sostenere il trattamento sanzionatorio adottato.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneCircostanze del reato
RamiParte generale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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