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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10636/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila deducendo due censure. Con il primo motivo ha lamentato la mancata applicazione della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62, comma primo, n. 4 c.p., sostenendo che il pregiudizio derivante dal fatto dovesse considerarsi tenue. Con il secondo motivo ha denunciato il mancato riconoscimento di una pena sostitutiva della pena detentiva breve ai sensi dell'art. 20-bis c.p., assumendo che il giudice di appello avrebbe dovuto pronunciarsi sulla sua applicabilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché la Corte d'appello si era attenuta al principio secondo cui l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede un pregiudizio lievissimo, di valore economico pressoché irrisorio, da valutarsi non solo in rapporto al valore del bene sottratto ma anche agli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa; nel caso concreto, correttamente era stata esclusa la tenuità in relazione a supporti in bianco per carte di identità. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondato il secondo motivo perché, in tema di pene sostitutive, il giudice di appello è tenuto a pronunciarsi solo se l'imputato formuli una richiesta in tal senso al più tardi nel corso dell'udienza di discussione d'appello; nel caso di specie tale richiesta non risultava proposta nei termini rilevanti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62, comma primo, n. 4 c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità presuppone un pregiudizio lievissimo, di valore economico pressoché irrisorio, da valutare anche in relazione agli ulteriori effetti dannosi per la persona offesa, senza considerare la capacità economica del soggetto passivo.

  • art. 20-bis c.p.

    Le pene sostitutive delle pene detentive brevi possono essere oggetto di valutazione da parte del giudice di appello solo se l'imputato ne abbia fatto richiesta nei termini processuali rilevanti.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    La disciplina transitoria della riforma Cartabia sulle pene sostitutive richiede una specifica richiesta dell'imputato per imporre al giudice d'appello la relativa pronuncia.

  • art. 585, comma 4, c.p.p.

    La richiesta sulle pene sostitutive può essere formulata anche con motivi nuovi, ma deve comunque intervenire non oltre l'udienza di discussione d'appello.

Massime di principio

  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede un pregiudizio complessivamente lievissimo e non può essere riconosciuta quando il danno, valutato anche nei suoi effetti ulteriori, non abbia carattere pressoché irrisorio.
  • Ai fini della speciale tenuità del danno patrimoniale non assume rilievo la maggiore o minore capacità economica della persona offesa di sopportare il pregiudizio subito.
  • In materia di pene sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice di appello è tenuto a pronunciarsi sull'applicabilità solo se l'imputato abbia tempestivamente formulato una richiesta, comunque entro l'udienza di discussione.
  • La mancata proposizione tempestiva della richiesta sulle pene sostitutive rende manifestamente infondato il motivo di ricorso che pretenda di imporne comunque la valutazione al giudice di appello.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale

Testo integrale

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