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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41878/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza del Tribunale di Matera che li ha condannati per occupazione abusiva di area demaniale marittima (mancanza di titolo concessorio) e per la realizzazione, senza titolo, di una struttura ombreggiante di circa 198 mq, un manufatto adibito a servizi igienici e l'ampliamento di altro manufatto. Le censure principali: (1) errato inquadramento del fatto (sarebbero "innovazioni non autorizzate" e non occupazione abusiva), non considerata la presunta tolleranza amministrativa e i tentativi di regolarizzazione; (2) prescrizione del reato, essendo le opere ultimate prima del 2017; (3) esclusione della responsabilità di Scarcia per non residenza e per avere solo gestito l'attività per conto della madre; (4) mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. e eccessiva determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha confermato l'esatto inquadramento giuridico in termini di occupazione abusiva del demanio marittimo (artt. 54 e 1161 cod. nav.), osservando che la realizzazione di manufatti costituisce modalità più incisiva dell'occupazione ma non ne cambia la natura. Ha escluso la prescrizione perché il reato è perdurante e la prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione (individuata al 10 dicembre 2018), con termine prescrizionale a cinque anni e scadenza il 10 dicembre 2023. Ha ritenuto motivata la responsabilità di Scarcia sulla base della sua presenza, residenza nell'immobile e interlocuzione con l'amministrazione. Ha escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. per la pervicacia, la lunga durata e la consapevolezza dell'illiceità della condotta. Ricorsi rigettati e condanna al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Rilevata la responsabilità in concorso tra più soggetti per l'illecito: i fatti sono stati giudicati come commessi in concorso.

  • art. 54 cod. nav.

    Disciplina la tutela del demanio marittimo; la Corte lo richiama per qualificare l'occupazione abusiva dell'area demaniale.

  • art. 1161 cod. nav.

    Norma specifica sull'occupazione abusiva di beni del demanio marittimo: la Corte conferma che l'assenza del titolo concessorio determina l'illiceità dell'occupazione.

  • art. 157 cod. pen.

    Regola la prescrizione: la Corte ricorda che per reati di occupazione demaniale la prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione e non dalla realizzazione delle singole opere.

  • art. 161 cod. pen.

    Applicato per il computo del termine prescrizionale complessivo (richiamato per stabilire il termine quinquennale favorevole vigente all'epoca).

  • art. 131-bis cod. pen.

    La Corte ritiene esclusa la non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della pervicacia, della lunga durata dell'occupazione e della consapevolezza dell'illiceità, elementi che impediscono il riconoscimento della causa di non punibilità.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 3, n. 6732 del 09/01/2019)

    Richiamata per il principio secondo cui l'occupazione abusiva del demanio persiste fino a rilascio della concessione o sgombero e che la prescrizione decorre dalla cessazione dell'uso illegittimo.

Massime di principio

  • L'occupazione abusiva del demanio è un reato continuato che perdura finché non viene rilasciata la concessione o effettuato lo sgombero: la prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione e non dalla semplice realizzazione delle opere.
  • La realizzazione di manufatti sul demanio senza titolo non trasforma il reato ma costituisce modalità aggravante/più incisiva dell'occupazione abusiva; il titolo del reato resta l'assenza di concessione.
  • La presunta tolleranza o i tentativi di regolarizzazione amministrativa non eliminano l'illiceità dell'occupazione se non esiste un titolo concessorio: l'onere probatorio di una reale sanatoria o titolo grava sulla difesa.
  • La responsabilità personale può essere desunta da elementi di fatto (presenza al luogo, residenza nell'immobile, gestione dell'attività, contatti con l'amministrazione) anche in assenza di atto formale di occupazione iniziale.
  • L'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità) è escluso quando la condotta è protratta nel tempo, pervicace e compiuta con consapevolezza dell'illiceità; la gravità e la durata incidono sulla valutazione delle attenuanti.
  • In ricorso per cassazione la Corte può ritenere il rigetto di deduzioni difensive anche per implicito se la motivazione complessiva della sentenza di merito rende manifesto il motivo del rigetto.

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