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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16827/2024 del 22/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza irrevocabile che ha condannato Mario Mazza all'ergastolo per concorso in omicidio volontario aggravato e reati connessi alle armi. Il ricorrente ha indicato come nuove prove decisive le dichiarazioni testimoniali di Maria Rosaria Mazza (sorella), Antonio Cavaliere, i testi di polizia Carmelo Caruso e Pietro Gerace, la riaudizione del collaboratore Gennaro Bruni e del testimone Silvio Migliano, nonché documentazione fotografica dell'abitazione di Fabrizio Poddighe. Ha dedotto che la mancata riaudizione di alcuni testi e la valutazione delle nuove dichiarazioni (in particolare l'alibi fornito dalla sorella e da Cavaliere) avrebbero travisato la realtà dei fatti e potuto determinare diversa valutazione sulla partecipazione dell'imputato al ruolo di "specchiettista" la sera dell'omicidio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e l'ha respinto. Ha confermato che: a) il giudice della revisione può rifiutare la rinnovazione di istruttoria già svolta nei precedenti gradi (la riaudizione di testi già escussi non costituisce novum); b) le due prove nuove effettivamente assunte (dichiarazioni della sorella e di Cavaliere e documentazione fotografica) sono state valutate dal giudice del rinvio e ritenute insufficienti a scalfire la consistenza probatoria della precedente istruttoria; c) le dichiarazioni fornite da parenti o conoscenti sono soggette a scrutinio particolarmente rigoroso e possono essere ritenute inattendibili se manifesta l'intento di costruire un alibi; d) anche in caso di accoglimento formale dell'alibi, la presenza alla cena non sarebbe incompatibile con il ruolo contestato allo specchiettista, considerati gli orari e le fasi dell'azione. La Cassazione ha ritenuto non fondate le censure di contraddittorietà e vizio di motivazione mosse dal ricorrente, richiamando giurisprudenza consolidata e, ai sensi dell'art. 616 c.1 c.p.p., ha disposto le conseguenze di rito (conferma del rigetto e delle spese).

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 110, 575, 576, 577; art. 416-bis, comma 1

    Base normativa per la condanna per concorso in omicidio volontario aggravato e per l'associazione di tipo mafioso/forme aggravate correlate; richiamate come fondamento dei reati per i quali era stato condannato l'imputato

  • Legge 18 aprile 1975, n. 497

    Norme sul porto e detenzione di armi (richiamate per i reati relativi alle armi impiegate nel delitto)

  • Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1368 del 31/03/1993 (Barbaro)

    Principio secondo cui la revisione non può consistere nella riedizione dell'istruttoria già svolta; novità rilevanti sono soltanto dichiarazioni mai acquisite in precedenza

  • Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 15013 del 21/03/2006 (Allegro)

    Conferma dell'orientamento che esclude dalla revisione la mera modifica di dichiarazioni già acquisite con successiva rinnovazione dell'escussione

  • Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 968 del 17/02/1998 (Sgambelluri)

    Ulteriore conferma del principio di non rinnovabilità dell'istruttoria pregresso nel giudizio di revisione

  • Corte di Cassazione, Sentenza n. 26202 del 15/06/2022

    "eventuali situazioni oggettive ed indipendenti dal concreto comportamento tenuto dal dichiarante da cui discenda il potenziale interesse del medesimo a rendere dichiarazioni compiacenti, costituiscono un elemento di cui il giudice deve indubbiamente tener conto ... ma non gli consentono di rinunciare all'apporto dimostrativo offerto da quest'ultima..."

    Interpretazione richiamata per stabilire che il fatto che una testimonianza provenga da congiunti o conoscenti richiede attenzione e riscontri, ma non determina automaticamente inattendibilità né la preclusione dell'esame della prova

  • Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 43349 del 17/10/2007 (Levacovich)

    Giurisprudenza che legittima uno scrutinio severo sull'attendibilità delle dichiarazioni di congiunti o amici dell'imputato

  • Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17281 del 08/01/2019 (Delle Cave)

    Richiamo sulla necessità di specificità nelle censure per evitare inammissibilità per difetto di specificazione

  • Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8825 del 27/10/2016 (Galtelli)

    Principi richiamati sul corretto inquadramento dei motivi di impugnazione e sull'onere di attacco delle motivazioni alternative

  • Codice di procedura penale

    Norma che disciplina le conseguenze economiche delle impugnazioni in Cassazione (tra cui condanna alle spese se il ricorso è infondato)

Massime di principio

  • Per il giudizio di revisione è necessario indicare un "novum": non costituisce novità la mera rinnovazione dell'istruttoria o la diversa resa di dichiarazioni già acquisite in precedenti gradi.
  • Le dichiarazioni di parenti e amici dell'imputato non sono automaticamente inutilizzabili, ma devono essere sottoposte a scrutinio severo e valutate alla luce di riscontri esterni.
  • Chi impugna deve formulare censure specifiche e confrontarsi con il percorso logico della decisione: motivazioni alternative reggono se il ricorrente le attacca entrambe; altrimenti la censura può essere dichiarata aspecifica o inammissibile.
  • La verifica di alibi o di incompatibilità temporale va fatta nel contesto complessivo degli orari e delle fasi del reato: una presenza apparente compatibile non esclude automaticamente responsabilità se esistono elementi che ne dimostrano la partecipazione in momenti precedenti.
  • La Corte di legittimità privilegia la coerenza giurisprudenziale: richiami a precedenti consolidati saranno usati per rigettare censure che non introducono elementi fattuali realmente nuovi.

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