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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16685/2024 del 22/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello del 09/06/2023 che aveva confermato la responsabilità penale per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (fatto commesso il 24/05/2019), rideterminando la pena e negando sia l'applicazione delle attenuanti generiche sia il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il ricorso deduceva (i) contraddittorietà e illogicità nella motivazione relativa alla mancata applicazione delle attenuanti generiche, lamentando che elementi positivi (giovane età, incensuratezza, uso/quantità non elevata di stupefacente) erano stati valutati per la qualificazione del fatto e quindi potevano altresì concorrere al riconoscimento delle attenuanti; (ii) difetto di motivazione quanto alla mancata concessione della sospensione condizionale della pena, posto che la richiesta era stata espressa in appello e l'imputato era incensurato con un unico carico pendente di natura contravvenzionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso solo nella parte relativa al difetto di motivazione circa la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, annullando la sentenza impugnata limitatamente a quel punto e rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma. Ha invece respinto il motivo relativo alle attenuanti generiche, ritenendo congrua la motivazione dei giudici di merito che avevano valorizzato il comportamento di De Masi (ostruzione alla perquisizione, ritardo nell'apertura della porta, elementi di condotta osservati dagli operanti) come elemento negativo prevalente ai sensi dell'art. 133 cod. pen. La declaratoria di responsabilità è stata dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    Il fatto è stato qualificato come violazione del comma 5; gli elementi concreti rilevati (modalità di condotta, quantità non elevata) sono stati utilizzati per la qualificazione del reato e per la valutazione della personalità ai fini della pena.

  • codice penale, art. 133

    L'art. 133 elenca gli elementi per la valutazione delle attenuanti generiche; la Corte conferma che il giudice può scegliere l'elemento ritenuto prevalente e che anche un solo elemento negativo (es. comportamento ostile agli operanti) può escludere il riconoscimento delle attenuanti.

  • codice di procedura penale, art. 581, comma 1-quater

    Richiamato in relazione al mandato conferito al difensore per la proposizione del ricorso per cassazione.

  • codice di procedura penale, art. 624, comma 2

    Stabilisce l'irrevocabilità della declaratoria di responsabilità quando il ricorso è rigettato nella parte essenziale; applicata qui per dichiarare irrevocabile la sentenza nella parte non annullata.

Massime di principio

  • Per il riconoscimento delle attenuanti generiche il giudice non è obbligato a esaminare tutti gli elementi dell'art. 133: può ritenere prevalente anche un solo elemento e basare su quello la decisione.
  • Lo stesso elemento fattuale può essere valutato sia ai fini della qualificazione del reato sia ai fini della personalizzazione della pena; tuttavia il giudice può ritenere che un comportamento negativo (es. ostruzione alla perquisizione) prevalga sugli elementi favorevoli e dunque escluda le attenuanti.
  • La negazione della sospensione condizionale della pena richiede una motivazione specifica, comprensiva di un giudizio prognostico sulla recidiva/propensione a delinquere; l'assenza di tale motivazione comporta annullamento limitato e rinvio per nuovo esame.
  • Se l'imputato chiede esplicitamente benefici (es. sospensione condizionale) in sede di appello, la Corte d'appello deve affrontare e motivare espressamente il rigetto; altrimenti la decisione è vulnerabile in Cassazione per carenza di motivazione.
  • La cassazione può confermare la responsabilità e la pena sostanziale ma annullare la decisione su profili decisionali specifici (es. concessione di benefici), ordinando il riesame da parte dell'organo di merito.

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