Cassazione Penale, Sentenza n. 6261/2024 del 12/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Piacenza (04/09/2023) che non ha convalidato l'arresto di Bojic per resistenza a pubblico ufficiale, ritenendo che i fatti integrassero soltanto il delitto di minaccia aggravata (art. 612 e art. 61 n.10 c.p.) e che, al momento della minaccia, i carabinieri non fossero impegnati in un'attività d'ufficio tale da consentire l'arresto in flagranza. Il Procuratore ha censurato la valutazione di fatto e di diritto del giudice, sostenendo che i militari stavano svolgendo attività d'ufficio a seguito di una segnalazione e che la minaccia, compiuta con un coltello e diretta ad influenzare le determinazioni dei pubblici ufficiali, era idonea a integrare l'ipotesi di minaccia a pubblico ufficiale o comunque a consentire l'arresto facoltativo in flagranza.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto errata la valutazione del giudice di merito sul presunto mancato svolgimento di attività d'ufficio da parte dei carabinieri e ha rilevato che la minaccia con coltello era diretta ed idonea a condizionare l'operato dei pubblici ufficiali. Ne è conseguito che la condotta integrava, quantomeno, la fattispecie della minaccia a pubblico ufficiale e che, ai sensi dell'art. 381, comma 1, lett. c) c.p.p., l'arresto in flagranza era legittimo. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e l'arresto è stato dichiarato legittimo.
Norme richiamate
La condotta di minaccia, aggravata dall'uso di un oggetto atto all'offesa e dallo stato di grave alterazione psicologica, è indiscussa; il motivo è stato valutato nel quadro della qualificazione giuridica del fatto.
Circostanza aggravante richiamata nella valutazione originaria del giudice di merito (minaccia aggravata).
I carabinieri intervenuti a seguito di una segnalazione stavano svolgendo un'attività tipica affidata loro dall'art. 55 c.p.p.; pertanto erano impegnati in un'attività d'ufficio quando si è verificata la minaccia.
art. 381, comma 1, lett. c) c.p.p.
art. 381, comma 1, lett. c) c.p.p.
La norma consente l'arresto facoltativo in flagranza anche per la minaccia a pubblico ufficiale e quindi legittima l'arresto nel caso in cui la condotta sia diretta a condizionare l'operato dell'agente pubblico.
Richiamata nella motivazione come riferimento alla fattispecie del reato commesso anche soltanto per condizionare l'operato del pubblico ufficiale; la Corte ritiene che la minaccia, pur se ascritta originariamente come minaccia comune, rientri nella nozione di reato direzionato a influenzare l'agente pubblico.
Massime di principio
- Se i pubblici ufficiali (es. carabinieri) intervengono a seguito di una segnalazione per fatti potenzialmente penalmente rilevanti, sono considerati in attività d'ufficio: minacce rivolte in quella situazione possono essere qualificate come minaccia a pubblico ufficiale.
- Una minaccia compiuta con un oggetto atto all'offesa (es. coltello) e idonea a influire sulle determinazioni degli agenti può integrare la fattispecie di minaccia a pubblico ufficiale anche se il pubblico ufficiale non stava compiendo in quel preciso istante un atto materiale dell'ufficio.
- L'intento dell'autore di indurre il pubblico ufficiale a compiere o evitare una determinata condotta (es. indurlo ad arrestare o a trattare sanitariamente) è rilevante: il reato si configura anche quando l'azione è diretta a condizionare l'operato dell'agente.
- Nei casi in cui la condotta possa rientrare nell'ambito delle norme che consentono l'arresto in flagranza (art. 381 c.p.p.), l'arresto facoltativo può essere legittimo e il giudice deve valutare in concreto l'idoneità della condotta a condizionare l'azione pubblica.
- Il giudice di merito deve motivare in modo circostanziato la valutazione sulla sussistenza dell'attività d'ufficio e sull'idoneità della condotta a influire sull'operato dei pubblici ufficiali; una valutazione errata su questi punti può essere annullata in sede di impugnazione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 12 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5990/2024 del 12/02/2024
- Sentenza penale · 12 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5991/2024 del 12/02/2024
- Sentenza penale · 12 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5992/2024 del 12/02/2024
- Sentenza penale · 12 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5996/2024 del 12/02/2024
- Sentenza penale · 12 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5998/2024 del 12/02/2024
- Sentenza penale · 12 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 5999/2024 del 12/02/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →