Cassazione Penale, Sentenza n. 49959/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Caggianelli: impugna la conferma di condanna deducendo la nullità del decreto GIP del 30.10.2007 che convalidò l'intercettazione ambientale nell'autovettura in uso a Di Vincenzo Nicola (mancanza di indicazione dei nomi degli indagati e della persona interessata, uso di modulo prestampato con riferimento ad altra indagine, carenza motivazionale), deducendo l'inutilizzabilità delle captazioni e, in subordine, carenza della valutazione probatoria sulle conversazioni captate; censura anche l'eccessività della pena e la congruità degli aumenti per continuazione. Catino: deduce nullità del decreto di giudizio immediato, del procedimento e della sentenza per violazione del diritto di difesa per omessa "discovery" (verbale di interrogatorio di Montarone con numerosi omissis, quindi intelleggibile a fatica) e per mancata valutazione della capacità di intendere e di volere dell'imputato in relazione ai fatti e al processo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Per Caggianelli il ricorso è inammissibile perché il motivo relativo alla nullità del decreto di convalida delle intercettazioni non poteva essere esaminato in Cassazione non essendo stati allegati i decreti impugnati (onere del ricorrente ai sensi della giurisprudenza richiamata); il secondo motivo è ritenuto generico e non confrontato con la motivazione della Corte d'appello; la censura sulla determinazione della pena è respinta perché la Corte d'appello ha indicato i criteri e i fattori rilevanti (modalità della rapina, plurimi precedenti, intensità del dolo) ai sensi dell'art.133 c.p. Per Catino il ricorso è dichiarato inammissibile per tardività: calcolo dei termini alla luce del deposito della motivazione (termine di 45 giorni decorrente dalla scadenza del termine per il deposito della sentenza) ha portato alla scadenza del termine il 3 giugno 2022 mentre il ricorso è stato depositato il 6 giugno 2022. Entrambi i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma relativa alla partecipazione al reato e al concorso di persone; citata come riferimento ai capi di imputazione (concorso e partecipazione alle condotte punite).
art. 9 legge 27 dicembre 1956 n. 1423
Norma sulla disciplina delle armi; richiamata in relazione al capo di imputazione per detenzione e porto di armi.
Norma sul concorso di persone nel reato; richiamata fra i collegamenti ai capi di imputazione (condotte commesse con concorso).
art. 628 cod. pen. (commi 1 e 3)
Norma che disciplina la rapina e l'aggravamento; citata quale figura di reato contestata agli imputati.
art. 309 comma 5 cod. proc. pen.
Indica che i decreti relativi alle intercettazioni possono essere trasmessi al tribunale del riesame; la Corte ricorda l'onere del ricorrente di allegare i decreti autorizzativi quando non sono stati trasmessi, pena l'impossibilità di sindacare la validità in Cassazione.
Criteri per la determinazione della pena: la Corte d'appello ha ritenuto che l'obbligo motivazionale sia adempiuto se sono indicati gli elementi ritenuti rilevanti nella concreta determinazione della pena secondo i criteri di questo articolo.
art. 585 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.
Norma richiamata per il termine per proporre ricorso per cassazione contro le sentenze di appello: disciplina la decorrenza e i termini applicabili alle impugnazioni, con richiamo al termine di 45 giorni per i casi previsti.
art. 544 comma 3 cod. proc. pen.
Richiamato in combinato disposto con l'art.585 per la disciplina temporale del ricorso in Cassazione (riferimenti al termine previsto per il deposito della motivazione).
art. 585 comma 2 lett. c) cod. proc. pen.
Stabilisce che il termine di 45 giorni inizia a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per il deposito della sentenza o dalla comunicazione dell'avviso di deposito; utilizzato per calcolare la scadenza del termine per il ricorso di Catino.
art. 548 comma 2 cod. proc. pen.
Richiamato nel calcolo dei termini (norma procedurale collegata alla disciplina della notificazione e del deposito della motivazione).
Consente alla Corte di Cassazione di condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, se ravvisati profili di colpa nella promozione del ricorso, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di €3.000,00.
Massime di principio
- In Cassazione, quando si deduce l'inutilizzabilità di captazioni/intercettazioni per nullità dei decreti autorizzativi, è necessario allegare i decreti stessi se non sono già presenti negli atti trasmessi al riesame (art.309 c.5 c.p.p.): senza tali atti il motivo non è sindacabile in sede di legittimità.
- I motivi di ricorso devono confrontarsi concretamente con la motivazione della sentenza impugnata: censure generiche o prive di specifico confronto con le ragioni del merito sono dichiarate inammissibili.
- La determinazione della pena da parte del giudice di merito è adeguata se la sentenza indica i criteri e gli elementi ritenuti rilevanti ai sensi dell'art.133 c.p.; la mera contestazione numerica della pena richiede un'analisi puntuale per risultare fondata.
- I termini per proporre ricorso per cassazione devono essere calcolati con attenzione rispetto al deposito della motivazione: in presenza del termine allargato per il deposito della motivazione, il termine breve di 45 giorni per il ricorso decorre dalla scadenza di quel termine (art.585 e collegati); il mancato rispetto comporta inammissibilità per tardività.
- Lamentele su violazioni del diritto di difesa (es. omessa "discovery" di atti) devono essere tempestive e ben documentate: anche se il principio è rilevante, l'irregolarità procedurale non sorregge il ricorso se il ricorrente non rispetta termini o non dimostra l'effettivo pregiudizio con atti e prove concrete.
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