Cassazione Penale, Sentenza n. 6213/2025 del 14/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Palermo che, in accoglimento dell'appello della Nogara, aveva revocato le misure cautelari disposte nei suoi confronti per il delitto di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.). Il Procuratore generale deduceva vizi motivazionali (mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità) ai sensi dell'art. 606 lett. e) c.p.p., sostenendo che il Tribunale non avrebbe adeguatamente motivato perché la Nogara sarebbe "ancillare" e perché l'arresto o la latitanza del compagno non inciderebbero sulla permanenza del rischio di reiterazione, né il decorso del tempo giustificherebbe la revoca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il vizio proposto fosse, in realtà, un sindacato di merito inadmissibile: la decisione impugnata era incentrata sulla valutazione della permanenza delle esigenze cautelari (non sul quadro indiziario) e aveva motivato la revoca con elementi attuali quali l'arresto del compagno e l'affidamento delle imprese a un amministratore giudiziario, i quali avrebbero reso impossibile per la Nogara l'esercizio del ruolo di "testa di legno" e l'eventuale ricezione di istruzioni. La Corte ha altresì richiamato il principio secondo cui la legittimità verifica solo vizi di motivazione manifesti e non una diversa valutazione dei fatti.
Norme richiamate
Norma sostanziale che punisce il trasferimento fraudolento di valori; nel provvedimento è il reato contestato alla Nogara come riferimento per le esigenze cautelari
Citata per evidenziare che alla Nogara non era stata contestata l'aggravante di associazione di tipo mafioso, utile a valutare il ruolo effettivamente svolto
art. 606 lett. e) cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione, in particolare i vizi della motivazione (mancanza, contraddittorietà, manifesta illogicità); la Corte ricorda che solo la manifesta illogicità è sindacabile in Cassazione
artt. 610 comma 5 e 611 commi 1-bis e ss. cod. proc. pen.
Richiamati in relazione alla trattazione del ricorso in camera di consiglio senza la presenza delle parti per mancata richiesta di trattazione orale
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non sostituisce il proprio giudizio a quello del giudice di merito: non è ammessa la rivalutazione dei fatti o una diversa ponderazione delle circostanze, salvo che la motivazione sia manifestamente illogica in modo percepibile ictu oculi.
- La valutazione sulla permanenza delle esigenze cautelari attiene al merito e ai suoi concreti elementi fattuali; eventi sopravvenuti rilevanti (es. arresto del presunto referente, nomina di un amministratore giudiziario sui beni) possono giustificare la revoca delle misure se rendono impossibile la reiterazione o l'impiego delle competenze dell'indagato.
- Il decorso del tempo e la perenzione della misura possono essere considerati dal giudice di merito come fattori che attenuano o esauriscono le esigenze cautelari, se adeguatamente motivati.
- In un ricorso per cassazione occorre indicare chiaramente e circostanziare la presunta "manifesta illogicità" della motivazione; deduzioni generiche o versioni alternative dei fatti rischiano l'inammissibilità per natura meritoria del censurato.
- Quando l'accusa attribuisce un ruolo "ancillare" all'indagato, la valutazione sulla concreta capacità di incidere sulle attività illecite deve tenere conto sia delle competenze personali sia della possibilità effettiva di comunicazione e controllo con i soggetti principali; se questa possibilità viene soppressa da eventi oggettivi, il vincolo cautelare può risultare sproporzionato.
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