Cassazione Penale, Ordinanza n. 34721/2025 del 24/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità delle censure e la mancata correlazione con il ragionamento decisorio della Corte d'appello, ritenuto puntuale e логico. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La sentenza impugnata aveva confermato la condanna dell'imputata per evasione. Nel ricorso per cassazione veniva censurata l'affermazione di responsabilità penale, ma il motivo risultava formulato in termini del tutto generici, come mera enunciazione di dissenso rispetto alla decisione di merito, senza confrontarsi con la motivazione della Corte d'appello, né indicare specifiche ragioni di diritto o dati di fatto a sostegno delle doglianze.
Norme richiamate
Norma incriminatrice a base della condanna confermata in appello; il ricorso non ne ha scalfito l'accertamento di responsabilità, rimanendo generico.
Base della condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure si risolvono in affermazioni generiche e non si misurano con la motivazione della sentenza impugnata.
- Per superare il vaglio di ammissibilità, il ricorso deve indicare specificamente le ragioni di diritto e i dati di fatto che sorreggono le doglianze, confrontandosi con gli apprezzamenti di merito della decisione impugnata.
- La mera reiterazione di contestazioni non autosufficienti o apodittiche non consente un controllo di legittimità sulla responsabilità già affermata in appello.
Come è indicizzato
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