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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27536/2021 del 11/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di un giornalista dipendente volta a ottenere l'accertamento del diritto alla qualifica e al trattamento economico di "inviato speciale", con conseguente pagamento delle differenze retributive a decorrere dal 14 maggio 2007. La Corte d'appello aveva accolto la domanda ritenendo integrati i requisiti previsti dall'art. 7 del contratto integrativo Rai-Usigrai 2002-2006: per due anni solari consecutivi il giornalista avrebbe svolto almeno 90 giornate di trasferta annue, di cui almeno 30 giornate in trasferta per la realizzazione di servizi effettivamente trasmessi dalle testate nazionali. La società ricorrente ha proposto due motivi: con il primo ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 7, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe confuso il numero di servizi realizzati con il requisito delle giornate di trasferta necessarie per servizi effettivamente trasmessi; con il secondo ha denunciato omesso esame di fatti decisivi e motivazione illogica, assumendo che non tutti i servizi relativi a fatti avvenuti fuori Catania implicassero una trasferta, che potessero essere stati utilizzati materiali di repertorio o di altri giornalisti, e che un medesimo giorno di trasferta potesse aver generato più servizi trasmessi ma andasse comunque computato una sola volta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure, pur formalmente prospettate come violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi, mirassero in realtà a ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio e delle risultanze probatorie, preclusa in sede di legittimità. Ha inoltre rilevato la carenza di specificità dei motivi, perché la società non aveva riportato in ricorso il contenuto della consulenza tecnica d'ufficio né indicato con precisione dove gli atti rilevanti fossero rinvenibili nel fascicolo, e perché una delle doglianze introduceva una questione non adeguatamente localizzata nel precedente dibattito processuale. Nulla è stato disposto sulle spese per la mancata costituzione dell'intimato. È stato altresì dato atto dell'obbligo, in capo al ricorrente, del versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 7 accordo integrativo Rai-Usigrai 2002-2006

    requisiti concorrenti dell'avere effettuato almeno 90 giorni di trasferta ogni anno di cui almeno 30 giornate di trasferta per la realizzazione di servizi effettivamente trasmessi dalle testate nazionali

    la clausola va letta nel senso che il requisito riguarda giornate di trasferta, non il mero numero di servizi, e che occorre verificare il concreto svolgimento di trasferte per servizi effettivamente trasmessi.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    la violazione di legge coincide con errore nell'individuazione della norma regolatrice o nella sua sussunzione; non consente di censurare la mera ricostruzione fattuale compiuta dal giudice di merito.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    nel testo applicabile ratione temporis il vizio non consente una revisione del merito probatorio; è denunciabile solo l'omesso esame di un fatto decisivo nei limiti fissati dalla giurisprudenza di legittimità.

  • art. 366, primo comma, n. 6, c.p.c.

    il ricorso deve contenere la specifica indicazione e la riproduzione degli atti e documenti rilevanti, con indicazione della loro collocazione nel fascicolo.

  • art. 369, secondo comma, n. 4, c.p.c.

    gli atti e documenti posti a fondamento del ricorso devono essere specificamente indicati e reperibili nel fascicolo, a pena di inammissibilità della censura.

  • art. 380 bis c.p.c.

    richiamato solo per la trattazione camerale non partecipata.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte del ricorrente.

  • L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17

    norma che ha introdotto il comma 1-quater dell'art. 13 d.P.R. n. 115/2002.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    parametro per la quantificazione dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In cassazione, la deduzione di violazione di legge non può essere usata per sollecitare una nuova valutazione dei fatti e delle prove: se la doglianza investe la ricostruzione del materiale istruttorio, il vizio è, al più, motivazionale e solo nei limiti consentiti dall'art. 360, n. 5, c.p.c.
  • Quando la decisione di merito si fonda sull'interpretazione di una clausola contrattuale e sulla successiva ricognizione delle risultanze istruttorie, il ricorso deve attaccare specificamente entrambi i profili; non basta contrapporre una lettura alternativa dei fatti accertati.
  • Il ricorso per cassazione deve rispettare rigorosamente gli oneri di specificità e autosufficienza: se si invocano documenti, consulenze o atti processuali, occorre riprodurne il contenuto rilevante e indicarne con precisione la sede processuale, altrimenti la censura è inammissibile.
  • È inammissibile la doglianza che introduca una questione non chiaramente dedotta nei gradi di merito o non specificamente riproposta in appello, senza indicazione dell'atto e del momento in cui la questione è stata sollevata.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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