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Sentenza

Sentenza n. 789/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza del decreto ingiuntivo n. 252/2025 emesso dal Tribunale di Rimini in data 24/06/2025.

Giustizia amministrativa202501901

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione da parte dell'amministrazione di un decreto ingiuntivo esecutivo emesso dal Tribunale di Rimini

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per ottenere l'ottemperanza del decreto ingiuntivo n. 252/2025, emesso dal Tribunale di Rimini e munito di decreto di esecutorietà ai sensi dell'art. 647 c.p.c. Il decreto era stato notificato al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, ordinando al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni del decreto ingiuntivo, detratto quanto eventualmente già corrisposto, comprese le spese legali liquidate dal giudice ordinario ove non già pagate. L'adempimento deve avvenire entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato quale commissario ad acta, su istanza del ricorrente e per i successivi sessanta giorni, il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o un funzionario da lui delegato, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 300 euro oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione a favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del titolo esecutivo e di predisporre misure sostitutive in caso di ulteriore inadempimento.

  • art. 647 c.p.c.

    Il decreto ingiuntivo, munito del decreto di esecutorietà emesso dal giudice civile, è stato considerato titolo esecutivo idoneo a fondare il giudizio di ottemperanza.

  • termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni

    Il TAR dà atto che il decreto ingiuntivo è stato notificato per la decorrenza del termine dilatorio prima della proposizione dell'azione di ottemperanza.

Massime di principio

  • Un decreto ingiuntivo munito di esecutorietà ai sensi dell'art. 647 c.p.c. può costituire titolo per l'azione di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione, quando sia stato notificato e sia inutilmente decorso il termine dilatorio previsto per l'esecuzione contro le amministrazioni pubbliche.
  • La perdurante inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione di un titolo esecutivo giustifica l'ordine del giudice amministrativo di adempiere entro un termine prefissato, con detrazione delle somme eventualmente già corrisposte.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione entro il termine assegnato.
  • La condanna alle spese del giudizio di ottemperanza segue la soccombenza, anche quando l'amministrazione intimata non si sia costituita in giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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