Sentenza n. 1001/2026 - Venezia, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento e contro il regolamento comunale. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito della controversia.
Atto impugnato: provvedimento comunale di conclusione del procedimento di sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande per reiterazione della violazione del regolamento comunale sul canone unico patrimoniale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 9 aprile 2024, nonché gli articoli 5, comma 1, e 43 del Regolamento comunale del Canone Unico Patrimoniale di Concessione. Ha dedotto la violazione degli articoli 18 e 20, comma 2, della legge n. 689/1981; la violazione degli articoli 1, 11 e 16 della medesima legge in relazione all’articolo 7-bis del d.lgs. n. 267/2000; l’illegittimità dell’articolo 43 del regolamento per contrasto con l’articolo 8-bis della legge n. 689/1981; l’illegittimità dell’articolo 43, comma 3, per contrasto con gli articoli 3, 27 e 97 della Costituzione; nonché violazione di legge, travisamento dei fatti, violazione del legittimo affidamento qualificato e dell’articolo 1, comma 2-bis, della legge n. 241/1990. Prima dell’udienza pubblica la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
Norme richiamate
art. 18 l. 689/1981
art. 20, comma 2, l. 689/1981
art. 1 l. 689/1981
art. 11 l. 689/1981
art. 16 l. 689/1981
art. 8-bis l. 689/1981
art. 7-bis d.lgs. 267/2000
art. 1, comma 2-bis, l. 241/1990
art. 3 Cost.
art. 27 Cost.
art. 97 Cost.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Massime di principio
- La sopravvenuta dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando il giudizio è definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare le spese di lite in ragione della modalità di definizione della controversia.
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