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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15297/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di Appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado per il delitto di lesioni personali aggravate (capo A) in condanna, denunciando che ciò è avvenuto senza la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale come previsto dall'art. 603 cod. proc. pen.; contestava inoltre il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la mancata motivazione circa la richiesta di sospensione condizionale della pena relativamente alla contravvenzione (capo B).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di Appello, nel riformare l'assoluzione in condanna per il capo A sulla base di diversa valutazione delle dichiarazioni decisive della persona offesa, doveva disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis, e non l'ha fatto: pertanto la sentenza impugnata è annullata limitatamente al reato di lesioni aggravate (capo A) e al complessivo trattamento sanzionatorio (aspetti connessi al capo B) con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Messina per nuovo esame. Quanto al capo B (contravvenzione ex art. 4 legge n. 110/1975), la Cassazione ha ritenuto che alcune questioni (diniego delle attenuanti generiche e mancata risposta sulla sospensione condizionale) dipendono dalla rinnovata valutazione del capo A; tuttavia l'affermazione di responsabilità per il capo B diviene definitiva ai sensi dell'art. 624 cod. proc. pen. La Corte ha inoltre verificato che la prescrizione della contravvenzione non è maturata alla data indicata, tenendo conto dei giorni di sospensione (adesione all'astensione e sospensione per Covid).

Norme richiamate

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Se la Corte di appello, investita dell'impugnazione, modifica la valutazione probatoria decisiva (p. es. riesamina dichiarazioni della persona offesa) deve disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale; l'omissione di tale adempimento rende illegittima la riforma dell'assoluzione in condanna

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Quando la Cassazione annulla la sentenza solo in parte, le parti non interessate dall'annullamento restano definitive ai sensi di questa norma

  • art. 4 legge n. 110 del 1975

    Norma sostanziale relativa alla contravvenzione per la quale l'imputato era stato dichiarato colpevole in primo grado e confermato in appello; la decisione della Cassazione ha lasciato ferma la responsabilità per tale contravvenzione, subordinando però il trattamento sanzionatorio a nuova valutazione collegata al capo A

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello cambia la valutazione probatoria decisiva rispetto al giudice di primo grado (ad esempio rivalutando le dichiarazioni della persona offesa), è obbligata a disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; l'omissione è motivo di annullamento in Cassazione.
  • Le questioni relative a circostanze attenuanti generiche e alla sospensione condizionale della pena vanno rivalutate alla luce dell'eventuale rinnovata decisione sulle responsabilità: una valutazione sanzionatoria non può essere definitiva se fondata su accertamenti sostanziali che vengono annullati.
  • Quando la Cassazione annulla solo alcuni punti della sentenza, le parti non annullate possono diventare definitive ex art. 624 c.p.p.; pertanto occorre verificare separatamente la prescrizione e la tenuta delle condanne residue.
  • Nel calcolo dei termini di prescrizione devono essere considerati i giorni di sospensione derivanti da astensioni del difensore e da sospensioni processuali (anche quelle legate all'emergenza Covid), che possono impedire il maturare della prescrizione.
  • La mancata motivazione su richieste rilevanti (es. sospensione condizionale della pena) costituisce vizio che la Corte deve sanare in sede di rinvio; il giudice d'appello è tenuto a esaminare e motivare espressamente tali richieste.

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