Cassazione Penale, Sentenza n. 15062/2026 del 27/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di proscioglimento resa dal Tribunale di Torre Annunziata che aveva assolto l'imputata per speciale tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p. in relazione ai reati di invasione/occupazione di immobile (artt. 633-639-bis, 635 c.p.). Il P.M. deduceva violazione di legge e vizio di motivazione (art. 606 cod. proc. pen., lett. b) ed e)) sostenendo che si trattava di reato a natura permanente, realizzato con effrazione e protrattosi per un periodo di quasi due anni, con rilascio dell'immobile avvenuto solo grazie a sequestro preventivo e sgombero coattivo, sicché non poteva riconoscersi la particolare tenuità né ravvisarsi spontanea resipiscenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha chiarito che per i reati permanenti (come l'invasione/occupazione di immobile) la causa di non punibilità per particolare tenuità non può essere applicata fintantoché la permanenza non sia cessata; la durata e le modalità violente della condotta (effrazione) nonché il rilascio solo dopo sequestro e sgombero coattivo sono elementi ostativi all'applicazione dell'art. 131-bis. Ha inoltre precisato, ai sensi della legge n.114/2024 che ha modificato l'art. 593 c.p.p., che il P.M. può proporre ricorso per cassazione (ma non appello) contro sentenze di proscioglimento da citazione diretta, potendo dedurre i motivi di cui all'art. 606 c.p.p. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio al Tribunale di Torre Annunziata in diversa composizione (art. 623 lett. d) c.p.p.).
Norme richiamate
La causa di non punibilità per particolare tenuità presuppone l'esaurimento dell'azione delittuosa; non trova applicazione in presenza di comportamento abituale o di condotte in atto. Anche dopo le modifiche del D.Lgs. n.150/2022, la norma non è applicabile ai reati permanenti fintantoché la permanenza non sia cessata.
artt. 633-639-bis e 635 cod. pen.
Norme che regolano l'invasione/occupazione di immobili; la giurisprudenza riconosce natura permanente a tali fattispecie quando la condotta comporta una perdurante compressione del bene giuridico.
art. 593 comma 2 cod. proc. pen. (come modificato dalla legge n.114/2024)
Il pubblico ministero non può appellare contro le sentenze di proscioglimento per i reati di cui all'articolo 550, commi 1 e 2
La riforma ha escluso l'appello del P.M. nelle sentenze di proscioglimento da citazione diretta; tuttavia nulla impedisce al P.M. di proporre ricorso per cassazione e di dedurre i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.
Elenca i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizi di motivazione); la Corte ricorda che il P.M. può usare tali motivi anche nelle impugnazioni delle sentenze di proscioglimento da citazione diretta.
art. 623 lett. d) cod. proc. pen.
Consente alla Corte di Cassazione, in caso di annullamento con rinvio, di disporre un nuovo giudizio dinanzi al giudice di merito in diversa composizione.
Ha ampliato l'ambito applicativo dell'art. 131-bis ma ha altresì ribadito che la causa di non punibilità non si applica ai comportamenti abituali, reiterati o alle condotte in atto; il giudice deve considerare anche la condotta successiva al reato, confermando l'esigenza di esaurimento dell'azione delittuosa.
Massime di principio
- Per i reati permanenti (es. invasione/occupazione di immobili) l'art. 131-bis non è applicabile fintantoché la permanenza offensiva non sia cessata; la durata della permanenza è elemento decisivo e una lunga durata pesa contro il riconoscimento della tenuità.
- Modalità violente della condotta (es. effrazione) e rilascio dell'immobile avvenuto solo tramite sequestro e sgombero coattivo indicano assenza di spontanea resipiscenza e ostano all'applicazione della particolare tenuità.
- Il giudice deve valutare complessivamente gravità, durata, modalità e conseguenze dell'offesa, nonché la condotta successiva; la presenza di elementi ostativi deve essere adeguatamente motivata per poter escludere la causa di non punibilità.
- A seguito della legge n.114/2024 il pubblico ministero non può proporre appello contro proscioglimenti da citazione diretta, ma può comunque ricorrere per cassazione e dedurre tutte le doglianze previste dall'art. 606 c.p.p.; la Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo giudizio quando rilevi violazioni di legge o vizi di motivazione.
- In casi simili è prudente per il giudice di merito astenersi dall'applicare la particolare tenuità se permangono elementi concreti di offensività protratta nel tempo o di particolare gravità nella modalità esecutiva.
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