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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38772/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva respinto la richiesta di declaratoria di ne bis in idem e la revoca della sentenza di condanna emessa dalla Corte d'appello Militare (11/07/2017). La domanda si fondava sul presunto difetto di identita` del fatto tra i giudicati: il difensore sosteneva che le due pronunce concernessero lo stesso fatto in senso naturalistico (lavori eseguiti ma in ritardo) e che il diverso apprezzamento dell'elemento dell'ingiustizia del profitto non incidesse sull'identita` del fatto ai fini del ne bis in idem.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non sussistesse identita` del fatto tra i giudicati: i procedimenti riguardavano concreti oggetti diversi (in particolare la fattura n. 35 e la fattura n. 36) e la valutazione dei due giudici di merito si era concentrata su ambiti materiali differenti. La Corte ha richiamato precedenti decisioni (tra cui sentenza n. 41787/2021 e n. 50417/2018) e il principio secondo cui ai fini del divieto di bis in idem l'identita` del fatto va valutata rispetto al concreto oggetto del giudicato e non confrontando elementi astratti delle fattispecie. Il ricorrente e` stato condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 669 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la declaratoria del ne bis in idem: la Corte interpreta che l'identita` del fatto va valutata rispetto al concreto oggetto del giudicato e non confrontando elementi astratti delle fattispecie; pertanto l'articolo non opera se i giudicati hanno oggetti materiali diversi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e l'obbligo di versamento alla cassa delle ammende per ricorsi manifestamente infondati o inammissibili; applicata per sanzionare l'inammissibilita` del ricorso e condannare il ricorrente al versamento di Euro 3.000,00.

  • art. 323 cod. pen. (richiamato nei fatti)

    Articolo relativo all'abuso d'ufficio: citato nella descrizione dei capi d'imputazione ma non determinante per la decisione della Cassazione sulla questione di ne bis in idem.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 183 del 13/6/2000

    Richiamata dalla Corte per precisare che, in tema di condanna alle spese processuali e ammende, non e` necessario accertare l'assenza di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita` del ricorso.

  • Giurisprudenza della Cassazione (es. Sez. 2, n. 1144 del 06/12/2018, "Delle Vergini")

    Principio di diritto secondo il quale ai fini del divieto di bis in idem l'identita` del fatto deve essere valutata in relazione al concreto oggetto del giudicato e della nuova contestazione, e non confrontando gli elementi delle fattispecie astratte di reato.

Massime di principio

  • L'identita` del fatto ai fini del ne bis in idem va valutata sul 'concreto oggetto del giudicato' e non confrontando elementi astratti o generici delle fattispecie penali.
  • Due processi possono derivare dalla stessa vicenda di fatto ma non essere vietati dal divieto di bis in idem se ciascun giudicato ha per oggetto materiali diversi (es. fatture o eventi distinti).
  • Differenze nella motivazione o nell'apprezzamento di elementi quali l'ingiustizia del profitto possono impedire il riconoscimento dell'identita` del fatto se il concreto oggetto dei giudizi non coincide.
  • Il riferimento ai soli capi di imputazione non e` decisivo: la valutazione si concentra sul contenuto concreto del giudicato (ciò che e` stato effettivamente deciso) piuttosto che sulla formulazione astratta dell'accusa.
  • I ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.), quindi occorre valutare cautamente la fondatezza della doglianza prima di proporre gravami basati su presunte identita` di fatto.

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