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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8381/2022 del 11/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del G.u.p. del Tribunale di Trani (11/06/2021) che aveva accolto la richiesta di applicazione della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra più sentenze definitive relative a reati di associazione e traffico di stupefacenti. Il motivo centrale del ricorso è la violazione delle norme processuali sulla competenza del giudice dell'esecuzione (art. 665 c.p.p.), poiché il G.u.p. di Trani avrebbe deciso pur essendo competente la Corte di appello di Bari, essendo quest'ultima l'autrice della sentenza divenuta irrevocabile per ultima (sentenza n. 3006/2017, irrevocabile 21/11/2018). L'istanza era stata depositata in cancelleria del Tribunale di Trani il 20/04/2021.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendo che il giudice dell'esecuzione competente sia quello che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima (Corte di appello di Bari). Ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata per indebito difetto di competenza funzionale del G.u.p. di Trani e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Bari affinché quest'ultima si pronunci sull'istanza presentata da Lasorsa il 20/04/2021.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la disciplina della continuazione tra più condanne; la questione relativa all'applicazione della continuazione è stata decisa dal giudice dell'esecuzione competente, ma la Corte ha rimarcato che la competenza funzionale per decidere su tale istanza dipende dalla regola di cui all'art. 665 c.p.p.

  • art. 665 cod. proc. pen.

    comma 4 (richiamato nel ricorso)

    Interpretazione consolidata: la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione, in caso di più provvedimenti esecutivi emessi da giudici diversi, si determina in favore del giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima; tale criterio è assoluto e inderogabile.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale invocata per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, uno dei titoli esecutivi considerati nella domanda di continuazione.

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma sostanziale invocata per i reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, tra i provvedimenti considerati nella domanda di continuità.

  • art. 9, legge 27 dicembre 1956, n. 1423

    Norma richiamata in relazione alla violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale, contestata in uno dei procedimenti considerate per la continuazione.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione, quando ci sono più titoli emanati da giudici diversi, spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima; eventuali decisioni adottate da altro giudice sono affette da incompetenza funzionale.
  • Se un'istanza viene depositata presso un ufficio incompetente, la decisione deve essere annullata e gli atti trasmessi al giudice effettivamente competente (nessun rinvio alla stessa autorità), salvo che la decisione sia adottata successivamente dal giudice competente.
  • Prima di proporre incidenti di esecuzione o domande di continuità è essenziale verificare la cronologia delle sentenze e la data di irrevocabilità per individuare il giudice dell'esecuzione competente.
  • La regola della sentenza irrevocabile per ultima è di carattere funzionale assoluto e non può essere derogata dalle parti; quindi né il consenso delle parti né tecnicismi procedurali possono sanare la incompetenza funzionale.
  • In presenza di dubbi sulla competenza, è preferibile depositare memorie e istanze presso la cancelleria del giudice che risulta aver emesso l'ultima sentenza irrevocabile o, se ciò non è chiaro, informare e chiedere la trasmissione degli atti per competenza.

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