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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35305/2024 del 19/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava gli arresti domiciliari per detenzione di due fucili con matricola abrasa e ricettazione di un attrezzo agricolo. Denunciava: (1) errata applicazione dell'art. 23 comma 3 L. 110/1975 perché i numeri identificativi sarebbero stati leggibili; (2) violazione dell'art. 382 c.p.p. e illegittimità della convalida per carenza di flagranza e per attribuzione dei beni basata su responsabilità oggettiva, osservando che i beni erano sul fondo della moglie e non sorvegliato; (3) violazione dell'art. 350 co. 7 c.p.p. per utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee rese e sottoscritte dall'indagato; (4) violazione dell'art. 274 c.p.p. per mancanza dei presupposti per la misura cautelare, insufficienza delle esigenze cautelari e prevalente rilevanza del precedente risalente; (5) violazione dell'art. 274 lett. c) c.p.p. per assenza di pericolosità sociale attuale e concreta.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Motivazioni principali: (1) il primo motivo è inammissibile perché la questione di qualificazione giuridica non era stata sottoposta e richiede un preliminare esame di merito (preclusione di questioni nuove in Cassazione); (2) il secondo motivo è inammissibile perché la legittimità dell'arresto e la convalida dovevano essere impugnate autonomamente (art. 391 co.4 c.p.p. e principio di impugnazioni tassative); la decisione di merito aveva invece motivato adeguatamente l'attribuzione dei beni; (3) il terzo motivo è infondato: le dichiarazioni spontanee sottoscritte sono utilizzabili in fase cautelare se non viene contestata la loro spontaneità; (4) il quarto motivo è aspecifico e infondato: il Tribunale del riesame aveva motivato la sussistenza di gravi indizi e esigenze cautelari, non basate solo sul precedente; (5) il quinto motivo è infondato: la pericolosità e il pericolo di reiterazione possono desumersi dalle modalità concrete della condotta oltre che dai precedenti. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • L. 110/1975 art. 23, comma 3

    La Corte non ha riesaminato la qualificazione sottoposta per la prima volta in Cassazione: la doglianza sulla qualificazione (applicazione dell'art. 23/3) è inammissibile se non proposta e valutata in sede di merito.

  • Codice di procedura penale art. 382

    La questione relativa alla flagranza e alla legittimità dell'arresto è rimessa al rimedio specifico (impugnazione dell'ordinanza di convalida); la mancata impugnazione della convalida impedisce la sindacabilità successiva in sede cautelare di quella stessa doglianza.

  • Codice di procedura penale art. 350, comma 7

    Le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria e sottoscritte sono utilizzabili nella fase cautelare e nei riti a prova contratta purché risulti la loro spontaneità (assenza di induzione/sollecitazione); la spontaneità non è stata contestata nel caso.

  • Codice di procedura penale art. 274, lett. c)

    Per l'applicazione della misura cautelare per pericolo di reiterazione è richiesta una valutazione prognostica fondata su elementi concreti; la pericolosità può essere desunta anche dalle modalità della condotta, non solo dai precedenti penali.

  • Codice di procedura penale art. 391, comma 4

    Richiamato implicitamente per il principio che l'ordinanza di convalida dell'arresto ha un rimedio e termine specifico di impugnazione: l'omessa impugnazione è preclusiva.

  • Codice di procedura penale artt. 63 e 64

    Gli avvisi al soggetto indagato (diritti/informazioni procedurali) non rendono automaticamente inutilizzabili le dichiarazioni spontanee rese in assenza di difensore se la spontaneità non è contestata; la Corte ricorda la distinzione tra spontaneità e volontarietà formale.

  • Codice di procedura penale art. 616

    Norma sanzionatoria-processuale richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Non è possibile introdurre in Cassazione questioni nuove che non siano state previamente sollevate e decise in sede di merito: la Cassazione sul cautelare è preclusa alle nuove questioni che richiedono un vaglio di merito.
  • La legittimità dell'arresto e la convalida devono essere impugnate con i rimedi e nei termini previsti; la mancata impugnazione della convalida impedisce di sollevare successivamente la stessa questione in altri procedimenti.
  • Le dichiarazioni spontanee rese e sottoscritte alla polizia giudiziaria sono utilizzabili in sede cautelare se non è contestata la loro spontaneità (assenza di induzione): l'assenza di difensore o la mancata somministrazione degli avvisi non esclude automaticamente la utilizzabilità.
  • La sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione) può basarsi non solo su precedenti penali ma anche sulle modalità, natura e gravità della condotta e sulla pluralità dei fatti: precedenti remoti non escludono l'adozione della misura se la condotta attuale è grave.
  • In Cassazione è necessario articolare in modo specifico e correlato le censure rispetto alle motivazioni della decisione impugnata: i motivi aspecifici o non collegati alla motivazione del giudice di merito sono inammissibili.

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