Cassazione Penale, Sentenza n. 27399/2023 del 22/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Imputato ha impugnato l'ordinanza del GIP del Tribunale di Verbania che aveva applicato la custodia in carcere per il reato di ricettazione di numerosi dispositivi elettronici e telefoni con marchi contraffatti (misura poi sostituita con arresti domiciliari). Le censure contestavano: 1) la competenza territoriale a favore del Tribunale di Napoli ai sensi dell'art. 9 cod. proc. pen., poiché non sarebbe noto il luogo di consumazione del reato; 2) la errata qualificazione giuridica della condotta (a suo dire apposizione di adesivi falsi, configurante falso ex art. 473 c.p., non ricettazione); 3) la mancata prova dei gravi indizi e l'erronea valutazione delle esigenze cautelari, ritenute fondate solo sulla gravità astratta dei fatti.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che: i gravi indizi richiesti in sede cautelare non richiedono la prova piena e la valutazione degli indizi non può essere riformulata in sede di legittimità se non denunciando violazione di legge o manifesta illogicità della motivazione (art. 606 c.p.p., lett. E). Ha confermato la congrua motivazione del giudice di merito sulla gravità indiziaria e sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, precedenti specifici), e la correttezza della qualificazione giuridica (la sola consapevolezza di detenere merce contraffatta non prova il concorso nella contraffazione ma integra la ricettazione). Sul punto della competenza territoriale la Corte ha richiamato l'ordine di prevalenza tra luoghi di consumazione previsto dagli artt. 8 e 9 c.p.p., ritenendo radicata la competenza a Verbania in relazione al reato più grave (truffa). Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
Regola suppletiva sulla competenza territoriale quando non è noto il luogo di consumazione: il giudice competente è quello del luogo di residenza, dimora o domicilio dell'imputato; la Corte ha precisato che si applica solo se incerto anche il luogo di consumazione dei reati meno gravi
Principio di determinazione della competenza per il luogo di consumazione del reato; la Corte ha richiamato la gerarchia tra luoghi di consumazione per individuare il giudice competente quando vi sono più reati con gravità diversa
art. 273 comma 1‑bis cod. proc. pen.
Norma che richiama i criteri di valutazione degli indizi nella fase cautelare: non è richiesta la prova piena, ma la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza; la Corte ha richiamato tale standard per giustificare la misura cautelare
Disciplina della valutazione delle prove e degli indizi nel giudizio di merito; la Corte ha precisato che in fase cautelare non si applica il comma 2 (maggiore qualificazione degli indizi) ma solo i criteri dei commi terzo e quarto richiamati dall'art. 273
Norma sul reato di falso materiale o apposizione di segni contraffatti; la Corte ha ritenuto che l'allegazione di apposizione di adesivi falsi non fosse provata e comunque che la mera detenzione consapevole di merce contraffatta integri la ricettazione e non automaticamente il concorso nel falso
art. 606 cod. proc. pen. comma 1 lett. E
Motivo di cassazione che consente la censura quando sussiste violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione; la Corte ha escluso tali vizi nel caso di specie, ritenendo le censure di fatto generiche e ricostruzioni alternative non ammissibili
Massime di principio
- In materia cautelare la valutazione degli indizi richiede 'gravi indizi' e non la prova piena: le censure che si limitano a chiedere una diversa valutazione probatoria sono generalmente inammissibili in cassazione salvo violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione
- La competenza territoriale si determina preferendo il luogo di consumazione del reato più grave; le regole suppletive (art. 9 c.p.p.) operano solo se è incerto anche il luogo di consumazione dei reati residui
- La mera detenzione o ricezione consapevole di merce contraffatta può integrare il reato di ricettazione; non basta, senza prove addizionali, per dimostrare la partecipazione alla contraffazione o al falso
- Per impugnare con successo in cassazione una misura cautelare occorre denunciare vizi di diritto o motivazione specifici e non proporre semplicemente una diversa ricostruzione dei fatti o critiche generiche
- Se una misura cautelare viene sostituita (es. custodia in carcere con arresti domiciliari) e non sono state specificamente fatte obiezioni sulle esigenze cautelari nel corso del riesame, il ricorrente può avere difficoltà a dedurre poi l'insussistenza delle esigenze cautelari
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