Cassazione Penale, Sentenza n. 22953/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 09/09/2022 che aveva annullato il sequestro preventivo diretto e per equivalente disposto dal GIP nei confronti dell'indagato per il reato di cui all'art. 640-bis c.p. Il Procuratore ha censurato la motivazione come errata, illogica e contraddittoria, sostenendo che sussisteva un sistema fraudolento nel Comune di Casal di Principe volto a garantire indebite erogazioni INPS ai lavoratori socialmente utili: omissione di certificazione delle presenze, massiva cancellazione dati dal database comunale, conversazioni che dimostrerebbero la conoscenza e la volontà degli amministratori di agevolare i beneficiari, e la mancata segnalazione da parte dei percettori delle somme indebite. Inoltre il PM ha contestato l'interpretazione giuridica del Tribunale circa la configurabilità del reato (640-bis vs 316-ter) e la valutazione del quantum indebitamente percepito.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, in tema di provvedimenti cautelari reali, il ricorso per cassazione sia ammesso solo per violazione di legge e soltanto ove la motivazione del provvedimento impugnato sia del tutto assente o meramente apparente. Nel caso di specie il Tribunale del riesame aveva fornito una valutazione argomentata, evidenziando l'assenza di elementi indiziari idonei a dimostrare un complesso meccanismo truffaldino imputabile all'indagato e rilevando contraddittorietà nelle modalità di pagamento (in alcune mensilità pagamenti superiori, in altre inferiori). La Corte ha inoltre osservato che il PM non ha dimostrato che l'indagato fosse a conoscenza della comunicazione delle ore di cui erano responsabili altri soggetti, e che le censure del Pubblico Ministero risultano manifestamente infondate. Conseguenza: mantenimento dell'annullamento del sequestro e soccombenza del ricorrente.
Norme richiamate
Norma contestata come fonte del reato (truffa con indebita percezione di erogazioni pubbliche). Nel caso concreto il Tribunale del riesame ha ritenuto che gli elementi non fossero sufficienti per qualificare la condotta come 640-bis nei confronti dell'indagato, dovendosi accertare la volontà e la consapevolezza del beneficiario rispetto all'illecito meccanismo amministrativo.
Norma richiamata dal P.M. come possibile alternativa (illecito amministrativo/peculato o reato minore connesso a responsabilità dei pubblici ufficiali). Il PM sosteneva che anche in ipotesi di applicazione di 316-ter non rileverebbe la frammentazione delle somme e che il quantum andrebbe considerato unitariamente; la Corte ha richiamato la necessità di dimostrare soggettività e meccanismi concreti prima di ricondurre i fatti a tale fattispecie.
Norma che limita il ricorso per cassazione nei provvedimenti cautelari reali alla sola "violazione di legge". La Corte ha ribadito che questo ambito va interpretato alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite: il vizio comprende anche errores in iudicando o vizi motivazionali radicali, ma nel caso non risultavano tali vizi.
art. 606 c.p.p. comma lett. b ed e
Richiamata dal P.M. come principio di censura sulle motivazioni (errata qualificazione del fatto e illogicità/contraddittorietà). La Corte ha però ritenuto che le censure non provassero l'assenza o l'inconsistenza minima della motivazione richiesta per ammettere il ricorso per cassazione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro preventivo reale è ammesso solo per violazione di legge e richiede che la motivazione del provvedimento impugnato sia del tutto assente o gravemente carente; critiche meramente valutative non bastano.
- La mera esistenza di disordine o approssimazione amministrativa non è sufficiente per inferire automaticamente la responsabilità penale del beneficiario: occorre prova della consapevolezza e della volontà di trarre indebito profitto.
- Per ottenere misure cautelari reali su somme presumibilmente indebitamente percepite, il Pubblico Ministero deve dimostrare collegamenti indiziari stringenti tra condotte (es. cancellazione dati, comunicazioni interne) e la partecipazione o la conoscenza del singolo indagato.
- La distinzione tra reati (es. 640-bis vs reati connessi alla condotta di pubblici ufficiali) richiede attenzione al profilo soggettivo e all'unitarietà del vantaggio indebito; il calcolo del quantum non può essere automaticamente frazionato senza fondamento probatorio.
- Le censure rivolte alla motivazione devono dimostrare l'assenza dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza dell'iter logico del giudice del riesame per essere accolte in sede di legittimità.
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