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Ordinanza

Ordinanza n. 390/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600839

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza SUAP relativa a SCIA per somministrazione di alimenti e bevande, autorizzazione ex art. 24 Cod. Nav. e notifica sanitaria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato il provvedimento comunale di rigetto dell’istanza SUAP, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che l’attività prospettata comprendeva ristorazione e pizzeria, mentre l’originaria concessione demaniale risultava rilasciata per l’adibizione a “Chiosco Bar”. La ricorrente contestava quindi il diniego dell’amministrazione, ma il testo dell’ordinanza non riporta analiticamente i singoli motivi di ricorso. Il TAR ha inoltre rilevato che non risultava agli atti la proroga della concessione per l’annualità 2026.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ritenendo insussistente un sufficiente fumus boni iuris. In particolare, la valutazione comunale secondo cui lo svolgimento dell’attività di ristorazione e pizzeria avrebbe richiesto una modifica della concessione demaniale non è apparsa, allo stato cautelare, irragionevole né sproporzionata, considerato che la concessione originaria era riferita all’attività di “Chiosco Bar” e che non risultava documentata la proroga per il 2026. Il Collegio ha riservato ogni ulteriore approfondimento alla fase di merito. È stato ritenuto insussistente anche il periculum in mora, poiché il pregiudizio derivante dal diniego di un provvedimento ampliativo per un’attività commerciale è stato qualificato come non grave e comunque non irreparabile, avendo natura economica. La ricorrente è stata condannata alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000,00 oltre oneri e spese di legge.

Norme richiamate

  • art. 24 Cod. Nav.

    La concessione demaniale originaria risultava destinata all’adibizione a “Chiosco Bar”; tale destinazione è stata ritenuta elemento idoneo a rendere non irragionevole la valutazione comunale circa la necessità di una modifica concessoria per l’attività di ristorazione e pizzeria.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata respinta per insufficiente fumus boni iuris e per l’assenza di un pregiudizio grave e irreparabile.

Massime di principio

  • In sede cautelare, non appare irragionevole o sproporzionato subordinare lo svolgimento di un’attività commerciale diversa o più ampia rispetto a quella prevista dalla concessione demaniale alla previa modifica del titolo concessorio.
  • La destinazione funzionale indicata nell’originario provvedimento concessorio costituisce un elemento rilevante per valutare il fumus boni iuris della pretesa volta a ottenere autorizzazioni per attività ulteriori o differenti.
  • Il pregiudizio derivante dal diniego di un provvedimento ampliativo relativo a un’attività commerciale, quando abbia natura esclusivamente economica, non è di regola irreparabile ai fini della tutela cautelare.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimePubblici esercizi e somministrazioneTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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