Cassazione Civile, Sentenza n. 23395/2022 del 27/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Contestazione, mediante verbale ARPA Lazio del 30.9.2014 e ordinanza comunale n.110/2014, di illecito amministrativo ex art. 29‑decies D.Lgs. n.152/2006 per presunta inosservanza della prescrizione tecnica UNI EN 13284‑1:2003: i piani di campionamento E1‑E5 (cogeneratori) erano dotati di un solo "bocchello" di accesso anziché dei due previsti. La MAD ha impugnato l'ordinanza (opposizione all'ingiunzione), poi proposto appello e ricorso per cassazione denunciando, tra l'altro, genericità della contestazione, carenza probatoria del verbale, possibilità di deroghe alla norma tecnica, omissione di consulenza tecnica d'ufficio e errata ripartizione dell'onere della prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della MAD, confermando la valutazione di merito. È stata ritenuta valida la fede privilegiata del verbale ARPA (quale riscontro materiale del fatto), la prescrizione tecnica UNI EN 13284‑1:2003 è stata interpretata come non derogabile rispetto al numero dei bocchelli di accesso, e il diniego della CTU è stato considerato legittimo perché la ricorrente non ha prodotto elementi tecnici idonei a dimostrare l'impossibilità tecnica di osservare la prescrizione. Pertanto resta efficace il percorso decisorio dei giudici di merito (conferma dell'esito del giudizio di merito che aveva rideterminato la sanzione), e il ricorso è respinto; non sono state disposte spese a carico del resistente.
Norme richiamate
art. 29‑decies D.Lgs. n. 152/2006 (Codice dell'ambiente)
Base normativa dell'illecito amministrativo contestato: la Corte ha ritenuto che la violazione tecnica accertata riguardasse fattispecie sanzionabile ai sensi di tale disposizione, in quanto collegata agli obblighi di monitoraggio delle emissioni imposti dall'AIA e dalla normativa tecnica.
UNI EN 13284‑1:2003 (normativa tecnica sul campionamento delle emissioni convogliate)
La Corte di merito e la Cassazione hanno considerato la prescrizione relativa al numero di bocchelli di accesso (due) chiara e non derogabile nelle concrete condizioni esaminate; la richiamata nota della norma (p.5.3) non ha prevalso come deroga all'obbligo generale, e la parte che eccepisce l'impossibilità tecnica doveva fornire prove tecniche specifiche.
Norma richiamata in relazione alla specificità della contestazione dell'addebito amministrativo: i giudici hanno ritenuto che la contestazione fosse sufficientemente specifica per consentire alla parte di difendersi; la valutazione sulla specificità è rimessa al giudice del merito e sindacabile in Cassazione solo con censure precise.
art. 2700 c.c. (fede privilegiata del verbale)
La sentenza conferma che il verbale di accertamento pubblico gode di fede privilegiata relativamente ai fatti constatati dai verbalizzanti; tale valore probatorio è stato ritenuto decisivo per l'accertamento della presenza di un solo bocchello nei piani di campionamento.
art. 360 cod. proc. civ. (motivi di cassazione)
La Corte ha applicato i criteri di ammissibilità e sindacato dei motivi in cassazione (in particolare i n. 3, 4 e 5 del comma 10), escludendo errori di diritto o omessi esami decisivi nelle motivazioni dei giudici di merito.
art. 6 CEDU e art. 24 Cost.
Censurate invocazioni sul diritto alla prova e al giusto processo: la Corte ha ritenuto compatibile il diniego della CTU con i diritti costituzionali e convenzionali, considerato il quadro probatorio e la mancata produzione da parte della ricorrente di idonee prove tecniche.
Massime di principio
- Un verbale di accertamento redatto da autorità tecnica (es. ARPA) gode di "fede privilegiata" quanto ai fatti constatati; ciò attribuisce rilevante valore probatorio a meno che non venga efficacemente confutato con prove specifiche e documentate.
- La specificità della contestazione amministrativa va valutata dal giudice di merito: se il destinatario ha compreso l'addebito e ha potuto difendersi, la contestazione non è considerata generica.
- Le norme tecniche richiamate in autorizzazioni/atti amministrativi (es. UNI EN) possono essere interpretate come prescrizioni vincolanti; la possibilità di deroga richiede argomentazioni e prove tecniche solide dalla parte che la invoca.
- L'onere di produrre elementi tecnici idonei a dimostrare l'impossibilità di conformarsi a una prescrizione tecnica gravita sulla parte che ne deduce l'impossibilità; la semplice allegazione non è sufficiente per ottenere accertamenti peritali d'ufficio.
- La richiesta di consulenza tecnica d'ufficio è rimessa alla discrezionalità del giudice: va motivata in rapporto alla necessità e alla disponibilità di prove tecniche effettive; il rifiuto è legittimo se la parte non ha fornito elementi che rendano indispensabile la CTU.
- In caso di clausole o prescrizioni tecniche interpretabili in più modi, il sindacato di legittimità non annulla la valutazione del giudice di merito se quest'ultima è una delle interpretazioni plausibili e adeguatamente motivate.
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