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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23396/2022 del 27/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Comune impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Roma n.784/2016 che aveva ritenuto inefficace la seconda donazione (rep.30691) per mancato avveramento della clausola contenente l'obbligo di notifica entro un anno dell'autorizzazione prefettizia e dell'accettazione, e chiedeva la cassazione per: omesso esame del primo atto di donazione (rep.30690) che non conteneva la stessa clausola condizionante; errata applicazione dell'abrogazione dell'art.17 c.c. (art.13 legge 127/1997) e della sua immediata efficacia; omesso esame del decreto prefettizio e della sua data; errata qualificazione della clausola come condizione risolutiva anziché sospensiva e mancata considerazione del comportamento successivo delle parti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso del Comune (omesso esame del primo contratto rep.30690) e l'unico motivo del ricorso incidentale (omesso esame dell'eccezione di inadempimento del Comune rispetto all'onere di allestimento del museo), cassando la sentenza impugnata e rinviando alla Corte d'Appello di Roma, in diversa composizione, per che statuisca dopo aver interpretato se la clausola sub 2 del contratto rep.30690 costituisca condizione o onere e se il primo contratto si sia risolto o se vi sia inadempimento del Comune. Sono stati invece rigettati gli altri motivi del Comune (in particolare quelli relativi all'applicazione dell'abrogazione dell'art.17 c.c. e alla rilevanza della data del decreto prefettizio). Le spese sono rimesse al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 17 cod. civ. (poi abrogato)

    Originariamente imponeva l'autorizzazione amministrativa per l'accettazione delle donazioni da parte di enti pubblici; la Corte territoriale non ha ritenuto rilevante la sola abrogazione ex art.13 legge 127/1997 quando la clausola contrattuale condizionava la notifica dell'accettazione, non solo l'autorizzazione

  • art. 13 legge 15/5/1997 n.127

    Ha disposto l'abrogazione dell'obbligo di preventiva autorizzazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che l'effetto dell'abrogazione non fosse decisivo laddove il contratto condizionava la notifica dell'accettazione entro termine prefissato

  • articolo 1, legge 22/6/2000 n.192

    Rende applicabile l'abrogazione anche alle acquisizioni deliberate o verificatesi prima del 18/5/1997; comunque la Corte di merito ha privilegiato l'interpretazione letterale della clausola contrattuale

  • art. 1362 commi 1 e 2 c.c.

    Richiami normativi sui canoni di interpretazione del contratto; la Corte ha osservato che in sede di legittimità non è consentito riesaminare il merito interpretativo se l'interpretazione del giudice di merito è plausibile

  • art. 1353 c.c.

    Principio sulla formazione del contratto; evocato nel contesto dell'interpretazione contrattuale ma senza mutare l'esito, dato il limite del riesame in Cassazione

  • art. 360 c.p.c. n.3 e n.4

    Norme sul ruolo della Corte di Cassazione nel sindacare i motivi di diritto e la nullità; utilizzate per inquadrare le censure di omesso esame e di violazione di norme processuali

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione all'obbligo della Corte d'appello di pronunciare su tutte le eccezioni rilevanti; la Cassazione ha ritenuto fondata la censura sull'omesso esame dell'eccezione di inadempimento

  • art. 782 comma 4 cod. civ.

    Norma richiamata dai ricorrenti in ordine alla revoca della donazione; la Corte ha osservato che la mancata proposizione di domanda di revoca non era stata efficacemente spiegata come elemento decisivo per cambiare l'interpretazione della clausola

Massime di principio

  • In presenza di più atti di donazione successivi, vanno distinti e interpretati separatamente: una clausola condizionante presente in un atto non può automaticamente essere estesa all'altro
  • La qualificazione di una clausola come condizione sospensiva o risolutiva dipende dal testo letterale e dal contesto contrattuale; la Corte del merito ha discrezionalità interpretativa purché la sua scelta sia plausibile
  • L'abrogazione di una norma (es. obbligo di autorizzazione prefettizia) può non essere decisiva se il contratto condiziona non la mera autorizzazione ma la notifica dell'accettazione entro termine: occorre verificare espressamente il contenuto della clausola
  • La prova della notifica di atti amministrativi (es. decreto di autorizzazione e accettazione) grava su chi la invoca; la sola produzione del decreto non vale se non provata la notifica prevista contrattualmente
  • L'eccezione di inadempimento dell'onere assunto dal donatario è rilevante e deve essere esaminata dal giudice: la fondatezza può portare alla risoluzione di uno o più contratti
  • In Cassazione non è consentito il libero riesame del merito: per censurare l'interpretazione contrattuale occorre dimostrare specifici vizi logico-giuridici nell'applicazione dei canoni interpretativi da parte del giudice di merito
  • Quando il giudice di merito omette di esaminare atti o eccezioni rilevanti, la censura per omesso esame è fondata e può condurre alla cassazione con rinvio per nuovo esame

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