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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33998/2025 del 16/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato per evasione. Con memoria difensiva ha chiesto anche il rinvio della trattazione del procedimento, assumendo di non poter evincere dall'avviso di fissazione quale processo sarebbe stato chiamato; la Corte ha però rilevato che nell'avviso era indicato il numero di ruolo del procedimento, sicché l'istanza è stata ritenuta infondata. I due motivi di ricorso esaminati riguardavano: 1) la responsabilità per il reato, dedotta in modo generico e non confrontandosi con la motivazione della sentenza d'appello, che aveva evidenziato come l'evasione si fosse già configurata per il semplice allontanamento o mancato rientro dell'imputato dalla propria abitazione, a nulla rilevando che fosse stato poi trovato nelle vicinanze; 2) l'eccessività del trattamento sanzionatorio, censura parimenti generica e non misurata con la motivazione di appello sulla adeguatezza e proporzionalità della pena rispetto alla gravità del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondata la richiesta di rinvio formulata nella memoria difensiva perché l'avviso di fissazione riportava il numero di ruolo del procedimento. Ha quindi giudicato entrambi i motivi di ricorso generici e non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata: il primo sulla responsabilità, poiché non smentiva il rilievo secondo cui il reato di evasione era integrato dall'allontanamento o mancato rientro; il secondo sulla pena, perché non criticava specificamente la valutazione di adeguatezza e proporzionalità del trattamento sanzionatorio. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Il reato di evasione si configura, secondo il ragionamento recepito dalla sentenza impugnata e non efficacemente contrastato in cassazione, anche in caso di semplice allontanamento o mancato rientro dal luogo di restrizione, senza che sia decisivo essere stati poi rintracciati nelle vicinanze dell'abitazione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità il motivo di ricorso deve confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata; le censure meramente generiche sono inammissibili.
  • In tema di evasione, l'elemento oggettivo può integrarsi nel semplice allontanamento o mancato rientro dal luogo in cui il soggetto è ristretto, non essendo decisivo il successivo rintraccio nelle immediate vicinanze.
  • La doglianza sul trattamento sanzionatorio deve indicare puntualmente le ragioni per cui la pena sarebbe sproporzionata o incongrua, non essendo sufficiente una mera affermazione di eccessività.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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