Cassazione Penale, Sentenza n. 22135/2022 del 07/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della qualificazione giuridica dei fatti nella sentenza di applicazione della pena (patteggiamento). Il ricorrente deduce che non si era realizzata la consumazione dei furti perché, dopo la sottrazione, le due autovetture erano state parcheggiate in luogo pubblico accessibile a chiunque e fuori dalla sfera di controllo degli imputati, mancando quindi l'effettivo e autonomo potere di disposizione sulla res (elemento necessario per l'impossessamento). Sostiene che le condotte andavano ricondotte al tentativo (art. 56 c.p. in relazione ad art. 624 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto applicabile la limitazione introdotta dalla L. 23 giugno 2017, n. 103 (art. 448, comma 2-bis c.p.p.), secondo cui il ricorso in cassazione contro la sentenza di patteggiamento è ammesso solo per specifici motivi (volontà dell'imputato, difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, illegalità della pena o errata qualificazione giuridica) e che la censura di errata qualificazione è consentita solo se si tratta di un errore manifesto, immediatamente rilevabile e privo di opinabilità. In concreto la Corte ha ritenuto che non sussisteva un errore manifesto: la consumazione del furto era dimostrata dal fatto che le autovetture erano state spostate e parcheggiate in pubblico, fatto che evidenzia la materiale apprensione della cosa. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
con l'entrata in vigore della L. 23 giugno 2017, n. 103, il pubblico ministero e l'imputato possono proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di applicazione della pena concordata, solo per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'illegalità della pena o della misura di sicurezza e all'erronea qualificazione giuridica del fatto
Ha limitato la possibilità di impugnazione in Cassazione delle sentenze di patteggiamento riducendola a determinati motivi tassativi
consentire il ricorso per cassazione contro la sentenza di applicazione della pena "solo" per i motivi elencati dalla legge; la censura di errata qualificazione è ammessa soltanto per errore manifesto
La Corte interpreta il comma in senso restrittivo: l'errata qualificazione è valutabile in Cassazione solo se l'errore è "manifesto", ossia indiscutibile e immediatamente evidente rispetto al capo di imputazione e alla motivazione succinta
Citato come norma relativa alle condizioni per il proscioglimento; il GIP aveva ritenuto che le condizioni per il proscioglimento non fossero sussistenti
Art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato)
I fatti sono stati contestati in concorso tra Mutti e altro soggetto; la sentenza riconosce il concorso nella commissione dei furti
La Corte ha ritenuto che la consumazione del furto fosse integrata perché vi era stata materiale apprensione e spostamento delle vetture, idoneo a dimostrare il potere di controllo sulla res
Art. 625, comma 1, n. 2 e n. 7 c.p. (circostanze aggravanti)
Aggravanti contestate in relazione alle modalità e alle caratteristiche dei beni sottratti; la sentenza di patteggiamento ha riconosciuto circostanze e attenuanti equivalenti
Richiamato dal ricorrente come possibile qualificazione alternativa (tentativo di furto), ma la Corte ha ritenuto che la consumazione fosse già avvenuta e quindi non configurabile il solo tentativo
Massime di principio
- Avverso una sentenza di patteggiamento la Cassazione è ammissibile solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448 c.p.p. (L. n.103/2017); le censure di errata qualificazione sono ammesse soltanto se si tratta di un errore manifesto e indiscutibile
- Per escludere la consumazione del furto in favore del tentativo è necessario dimostrare in modo chiaro che non si è instaurato un autonomo potere di controllo e disposizione della cosa sottratta; lo spostamento dell'oggetto e la sua collocazione in luogo accessibile non escludono automaticamente la consumazione
- Le deduzioni generiche o basate su opinabilità interpretativa della qualificazione giuridica difficilmente rendono ammissibile un ricorso in Cassazione contro patteggiamento
- Il ricorrente che propone motivi non ammissibili può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni (es. somma alla cassa delle ammende)
- Nella valutazione della consumazione del furto, i fatti materiali e le modalità di apprensione e destinazione della cosa (es. movimento e parcheggio da parte degli imputati) costituiscono elementi concreti rilevanti per ritenere integrato l'impossessamento
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 7 giu 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 21831/2022 del 07/06/2022
- Sentenza penale · 7 giu 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 21832/2022 del 07/06/2022
- Sentenza penale · 7 giu 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 21833/2022 del 07/06/2022
- Sentenza penale · 7 giu 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 21834/2022 del 07/06/2022
- Sentenza penale · 7 giu 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 21835/2022 del 07/06/2022
- Sentenza penale · 7 giu 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 21837/2022 del 07/06/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →