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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5740/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione relativa alle esigenze cautelari: la difesa contestava che i fatti risalgono al 2020 e che, nonostante il decorso del tempo, il Tribunale del riesame non avrebbe adeguatamente motivato l'attualità e la concretezza del pericolo di recidiva ai sensi dell'art. 274, lett. c), cod. proc. pen., oltre a contestare l'adeguatezza della misura della custodia cautelare in carcere.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione esaustiva sia sull'attualità e concretezza del pericolo di recidiva sia sull'adeguatezza della misura carceraria. Ha richiamato elementi fattuali e indizi gravi (esistenza di un sodalizio dedito al traffico di cocaina, durata nel tempo delle condotte illecite, pluralità di episodi, quantità e qualità della sostanza, clientela non locale, plurimi precedenti per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, carichi pendenti e la revoca precedente della sorveglianza speciale seguita da nuova attività criminosa) che giustificano la prognosi negativa e la custodia in carcere. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; istruzioni alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Riferimento alla fattispecie di traffico di stupefacenti contestata in più capi; la Corte conferma la gravità degli addebiti come elemento valutato ai fini cautelari.

  • Codice di procedura penale, art. 274, comma 1, lett. c)

    La norma richiede valutazione prognostica sull'attualità del pericolo di recidiva. La Corte specifica che non si esige l'imminenza di una nuova commissione del reato, ma una valutazione approfondita delle possibilità di reiterazione in base a modalità, personalità dell'indagato e contesto socio-ambientale, maggiormente approfondita se è trascorso tempo dai fatti.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

  • Disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter

    Disposizione procedurale per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione della Corte, richiamata per le procedure conseguenti.

Massime di principio

  • Il decorso del tempo ("tempo silente") non esclude automaticamente la misura cautelare: il giudice deve compiere una valutazione prognostica approfondita sulla probabilità di reiterazione, considerando modalità, durata dell'attività illecita e caratteristiche personali.
  • Elementi aggravanti che giustificano la custodia cautelare includono la pluralità di episodi criminosi, la rilevante quantità/qualità della sostanza, clientela esterna al contesto locale, precedenti penali specifici (in particolare per associazione mafiosa o traffico di stupefacenti) e il mantenimento del tenore di vita con proventi illeciti.
  • La revoca di misure preventive precedenti (es. sorveglianza speciale) seguita da una ripresa dell'attività criminosa peggiora il profilo cautelare dell'individuo e può essere valutata come indice di pericolosità sociale.
  • L'adeguatezza della misura carceraria va valutata in relazione alla gravità del reato e alla personalità negativa dell'indagato; la difesa dovrà fornire elementi concreti di reinserimento sociale e di assenza di rischio concreto di recidiva per ottenere misure meno afflittive.
  • In sede di impugnazione è efficace contestare specificamente la carenza motivazionale: l'atto difensivo deve indicare quali elementi fattuali o logici non sono stati valutati o sono stati valutati erroneamente e proporre misure cautelari alternative proporzionate al rischio effettivo.

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