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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5716/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva riformato la decisione di primo grado e dichiarato l'imputata responsabile di omicidio colposo in conseguenza di un sinistro stradale del 29/06/2007 (vittima Angelo Nuvola). La ricorrente deduce un vizio di motivazione per il mancato riconoscimento, nella commisurazione della pena, della circostanza attenuante prevista dall'art. 589-bis comma 7 cod. pen. (concorso di colpa della persona offesa), ritenendo che la corte d'appello non abbia valutato l'applicabilità dello ius superveniens introdotto dalla legge n.41/2016

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Motivazione: anche applicando la disciplina più favorevole introdotta dall'art. 589-bis comma 7 (e combinandola con il riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis), la pena finale sarebbe risultata uguale a quella già inflitta dalla Corte d'Appello (8 mesi di reclusione). Pertanto la ricorrente non avrebbe ottenuto alcun vantaggio concreto dall'accoglimento del ricorso, mancando l'interesse all'impugnazione. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    omicidio colposo (disciplinazione previgente alla legge n.41/2016)

    Norma applicabile al fatto commesso nel 2007; la Corte ricorda la diversa disciplina previgente rispetto alla successiva legge sul delitto di omicidio stradale

  • art. 589-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante introdotta dalla legge n.41/2016: se l'evento non è esclusiva conseguenza dell'azione o omissione del colpevole, la pena può essere diminuita fino alla metà. La Corte ha rilevato che, se applicata integralmente insieme alle attenuanti generiche, avrebbe portato alla stessa pena già inflitta

  • D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada)

    Violazioni contestate nella dinamica del sinistro; la perizia aveva rilevato concorso di colpa della vittima per violazione di norme del Codice della Strada

  • art. 62-bis cod. pen.

    circostanze attenuanti generiche

    La Corte d'appello ha riconosciuto le attenuanti generiche; combinate con la possibile applicazione dell'art. 589-bis avrebbero portato alla stessa pena

  • art. 568 comma 4 cod. proc. pen.

    Principio per cui chi impugna deve avere un interesse concreto e attuale: la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché l'accoglimento non avrebbe prodotto un vantaggio pratico per la ricorrente

  • art. 597 comma 5 cod. proc. pen.

    potere del giudice d'appello di applicare d'ufficio le circostanze attenuanti

    Il giudice può applicare d'ufficio benefici e attenuanti ma non è obbligato a motivare il mancato esercizio del potere a meno che la parte non abbia richiesto specificamente l'applicazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende

    Norma che ha consentito alla Corte di condannare la ricorrente al versamento di euro 3.000,00 in considerazione dell'inammissibilità del ricorso

  • art. 2 cod. pen.

    divieto di combinare disposizioni costitutive di nuove fattispecie

    Richiamato per il principio di successione delle leggi penali: se è più favorevole la nuova legge va applicata integralmente, senza 'mischiare' norme

  • art. 163 e art. 175 cod. pen.

    benefici e circostanze attenuanti applicabili d'ufficio

    Citati come esempi di benefici che il giudice di appello può applicare d'ufficio ai fini della riduzione della pena

Massime di principio

  • Per proporre ricorso di cassazione è necessario un interesse concreto: se l'applicazione di norme più favorevoli non modifica il risultato sanzionatorio, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
  • La disciplina più favorevole entrata in vigore dopo il fatto (ius superveniens) va applicata integralmente se complessivamente più favorevole; non è consentito combinare parti di vecchia e nuova disciplina per creare una terza fattispecie.
  • Il giudice d'appello può applicare d'ufficio attenuanti e benefici, ma non è obbligato a motivare il mancato esercizio di tale potere, salvo che la parte non abbia formulato una richiesta specifica e documentata.
  • La ricognizione del concorso di colpa della vittima può ridurre la pena (ai sensi dell'art. 589-bis comma 7), ma l'effetto concreto va sempre quantificato: se il risultato finale non cambia, l'interesse a impugnare viene meno.
  • In caso di impugnazione manifestamente priva di utilità pratica, il ricorrente può essere condannato alle spese e ad oneri aggiuntivi (es. versamento alla Cassa delle Ammende).

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