Cassazione Penale, Sentenza n. 29120/2024 del 18/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha articolato dieci motivi di ricorso contestando in sintesi: 1) la carenza, contraddittorieta e travisamento della prova in relazione alla contestata partecipazione all'associazione mafiosa (art. 416-bis), deducendo che le dazioni di denaro fossero spontanee, prestiti o frutto di coazione ambientale e non contributi associativi; 2-4) l'errata interpretazione e valutazione delle intercettazioni e la mancata considerazione di documenti e deduzioni difensive sul ruolo di soggetti come Dario Messina, Alicos Giochi s.r.l. e rapporti con la famiglia di Castelvetrano (in particolare con Rosario Allegra); 5) confusione tra partecipazione all'associazione e concorso esterno; 6) omissione motivazionale sulla mancata acquisizione di prove e mancata audizione di testimoni richiesti in appello; 7) censura delle aggravanti applicate (art. 416-bis, commi 4 e 6: associazione armata e finanziamento di attività economiche con proventi delittuosi); 8) doglianze sulla qualificazione del fatto come tentata estorsione, sulla prova del metodo mafioso e sull'aggravante mafiosa (art. 416-bis.1); 9) contestazione dei reati di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) e rilievo delle assoluzioni di soggetti interposti; 10) doglianze sul trattamento sanzionatorio (pena base, circostanze attenuanti e continuazione).
La decisione
La Corte di legittimità ha respinto la maggior parte dei motivi: ha confermato la sentenza di condanna (pena di anni 18 di reclusione) per la partecipazione all'associazione mafiosa e per i reati connessi (tra cui tentata estorsione con metodo mafioso e i trasferimenti fraudolenti di valori), ritenendo regolare l'apprezzamento delle intercettazioni e degli indici fattuali utilizzati dai giudici di merito. Sono state ritenute infondate o non deducibili in cassazione le contestazioni sulla persuasivita della motivazione e le richieste istruttorie in appello. In punto di aggravanti la Corte ha confermato l'aggravante dell'essere l'associazione armata (art. 416-bis, comma 4), ma ha ritenuto viziata e manifestamente insufficiente la motivazione sulla sussistenza dell'aggravante relativa al finanziamento di attività economiche con proventi delittuosi (art. 416-bis, comma 6): su questo punto la sentenza e' stata annullata e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo per nuovo esame limitato a tale circostanza aggravante. In tutte le altre parti il ricorso e' stato rigettato e la condanna confermata.
Norme richiamate
Regola la partecipazione ad associazione di tipo mafioso; la Cassazione ricorda che il reato è di condotta e può emergere dalla messa a disposizione durevole di risorse e dalla prova tramite indicatori fattuali gravi, precisi e concordanti
art. 416-bis, comma 4 cod. pen.
Aggravante dell'essere l'associazione armata; la Corte ha ritenuto che, per organizzazioni storiche come Cosa Nostra, la disponibilità di armi possa costituire fatto notorio e l'aggravante è stata confermata
art. 416-bis, comma 6 cod. pen.
Aggravante per finanziamento di attività economiche con prezzo, prodotto o profitto di delitti; la Corte richiede prova del reinvestimento nelle strutture produttive dirette a prevalere nel territorio; la motivazione dei giudici di merito sul punto è stata ritenuta insufficiente e il relativo accertamento rinviato
Circostanza aggravante del cosiddetto metodo mafioso: rileva per le modalità intimidatorie oggettive che evocano la forza mafiosa; la Corte ha ritenuto provato l'uso del metodo mafioso nel recupero del credito
Trasferimento fraudolento di valori (attribuzione fittizia di titolarità/beni) punibile come reato attuato per eludere misure di prevenzione patrimoniali; la Corte ha confermato che si tratta di reato istantaneo a effetti permanenti e che può essere provato anche senza la prova di percezione degli utili
Distinzione tra esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393) e estorsione (art. 629): la differenza è soprattutto nell'elemento psicologico (ingiustizia del profitto/dolo); la Corte ha valutato che nel caso concreto sussisteva estorsione per la finalità di agevolazione mafiosa
Criteri di ammissibilità e motivazione dei motivi di cassazione; la Corte ha ricordato i limiti del sindacato di legittimità sui giudizi di fatto e sulla valutazione delle intercettazioni
Rinnovazione dell'istruttoria in appello: è rimesso alla valutazione discrezionale del giudice di merito e richiede che la prova richiesta sia decisiva; la Corte ha ritenuto non decisiva la prova richiesta dal ricorrente
art. 533, art. 546 e art. 192 cod. proc. pen.
Standard di prova penale (oltre ogni ragionevole dubbio) e criteri di valutazione/indizi: la Corte ha applicato questi principi nel sindacare la congruità della motivazione dei giudici di merito e nel valutare la prova indiziaria
Principio di correlazione tra imputazione e sentenza: menzionato nella critica del ricorrente; la Corte ha valutato la congruenza tra capo d'imputazione e motivazione delle decisioni di merito
Massime di principio
- Distinzione partecipazione mafiosa vs concorso esterno: la prima richiede un inserimento stabile e il riconoscimento del soggetto nell'organizzazione (affectio societatis o ruolo affidato); il concorso esterno è apporto non organico su cui l'associazione non può contare stabilmente
- Intercettazioni: la valutazione del contenuto è questione di fatto rimessa al giudice di merito e non sindacabile in cassazione salvo manifesta illogicità; occorre valutare il contesto e ricercare elementi convergenti
- Pagamenti e favori: singole dazioni o prestiti non escludono automaticamente partecipazione mafiosa se, nel complesso, emergono scambi reciproci di protezione, benefici imprenditoriali e rapporti paritari con esponenti mafiosi
- Aggravante 'associazione armata': per organizzazioni storiche la disponibilità di armi può essere considerata fatto notorio e l'aggravante imputata se l'agente ne era consapevole o l'ha ignorata per colpa
- Aggravante per reinvestimento (art. 416-bis sesto comma): richiede prova di reinvestimento sistematico dei proventi delittuosi in attività economiche di dimensione e finalità tali da prevalere nel territorio; non basta un singolo caso isolato senza verifica delle dimensioni e della natura dell'investimento
- Metodo mafioso e qualificazione dell'atto estorsivo: per qualificare come estorsione aggravata dal metodo mafioso occorre dimostrare modalità intimidatorie idonee a evocare la forza mafiosa e/o la presenza del dolo di agevolazione dell'associazione
- Trasferimenti fraudolenti di valori: reato formale/istantaneo a effetti permanenti; la responsabilità dell'interposto si giudica con le ordinarie regole di prova e l'assoluzione dell'interposto in altro giudizio non invalida automaticamente la posizione dell'eventuale promotore
- Richieste istruttorie in appello: la rinnovazione è discrezionale e va autorizzata solo se l'atto probatorio richiesto è decisivo per dirimere incertezze rilevanti; il giudice d'appello deve motivare l'eventuale rigetto
- Limiti del sindacato in Cassazione: non sono ammissibili doglianze che chiedono una diversa valutazione della persuasività della motivazione o una diversa riconsiderazione dei fatti se non emergono vizi di manifesta illogicità, contraddittorietà o omissione essenziale
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