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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30321/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (condominio)

La controversia

Il condomino aveva già visto rigettare dalla Corte di cassazione il ricorso avverso la decisione di merito che gli aveva addebitato parte delle spese di gestione dell'impianto di riscaldamento centralizzato, in relazione a delibere assembleari successive alla sostituzione della caldaia. Ha quindi proposto ricorso per revocazione dell'ordinanza n. 40839/2021, deducendo due profili: da un lato, la contrarietà della decisione di legittimità a una precedente sentenza resa tra le stesse parti (n. 18131/2020), dalla quale egli traeva la conclusione di non dover nulla per alcune annualità; dall'altro, l'errore di fatto per avere la Corte affermato che mancasse la prova dell'assenza di conseguenze pregiudizievoli del mancato allaccio all'impianto condominiale, nonostante una CTU del 21 gennaio 2010 avesse accertato l'inesistenza di anomalie o malfunzionamenti dell'impianto termico condominiale.

La decisione

La Corte ha ritenuto che i due motivi di revocazione non integrassero un errore di fatto revocatorio ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c. e dell'art. 395 n. 4 c.p.c.: il primo motivo tendeva in realtà a far valere una pretesa contraddizione con una precedente decisione o comunque un vizio non deducibile in revocazione; il secondo censurava una valutazione probatoria della CTU, cioè un errore di giudizio e non un mero errore percettivo. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di revocazione e con attestazione dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    delimita il ricorso per revocazione delle decisioni della Corte di cassazione; il ricorso è inammissibile se non fondato su un vero errore di fatto revocatorio.

  • art. 380-bis c.p.c.

    regola la trattazione camerale in presenza di proposta di inammissibilità.

  • art. 395 n. 4 c.p.c.

    l'errore di fatto revocatorio deve consistere in un errore meramente percettivo, fondato su una falsa supposizione dell'esistenza o inesistenza di un fatto risultante dagli atti, e non su una valutazione o apprezzamento di prova.

  • art. 395 n. 5 c.p.c.

    non è utilizzabile per impugnare le sentenze della Corte di cassazione nel caso esaminato, e il primo motivo vi riecheggiava impropriamente un vizio di contraddittorietà con altra decisione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115 del 2002

    in caso di inammissibilità del ricorso, sussiste l'obbligo per il ricorrente di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, L. 228/2012

    ha introdotto il comma 1-quater all'art. 13 del d.P.R. 115/2002 relativo all'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • La revocazione delle decisioni della Corte di cassazione è ammissibile solo per un errore di fatto meramente percettivo, autonomo e direttamente incidente sulla decisione, risultante dal contrasto tra la pronuncia e gli atti interni del giudizio di legittimità.
  • Non integra errore revocatorio la doglianza che solleciti una diversa valutazione del materiale probatorio, anche se la prova richiamata è una consulenza tecnica d'ufficio.
  • Non può essere utilizzata la revocazione per reintrodurre il thema decidendum del giudizio di legittimità o per far valere, in sostanza, un vizio diverso e non deducibile nei confronti delle decisioni della Corte di cassazione.
  • Il ricorso per revocazione è inammissibile quando la censura, pur formalmente prospettata come errore di fatto, tende in realtà a contestare il giudizio compiuto dalla Corte sul merito delle risultanze processuali.

Come è indicizzato

MaterieSpese condominialiImpugnazioni
RamiCondominioProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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