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Sentenza

Sentenza del 26/09/2022 n. 4067 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Accertamento-Avviso di accertamento-Sottoscrizione da parte di funzionario privo di qualifica dirigenziale-Nullità-Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente deduceva la nullità dell'avviso di accertamento perché sottoscritto da un funzionario privo della qualifica dirigenziale richiesta per l'atto di investitura, sostenendo che tale vizio potesse invalidare l'avviso stesso

La decisione

Il giudice ha escluso la nullità dell'avviso. Richiamando il principio di conservazione degli atti della pubblica amministrazione e la giurisprudenza consolidata (Cons. Stato sez. IV 2407/2008; TAR sez. III bis 1379/2011), ha ritenuto che l'invalidità dell'atto di investitura dirigenziale non inficia l'atto ricognitivo della pretesa impositiva quando l'atto proviene dall'ufficio competente e manifesta chiaramente la pretesa: l'avviso di accertamento è pertanto valido

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 600/1973

    L'art. 42, nella sua funzione regolatoria delle modalità di formazione e sottoscrizione degli atti fiscali, non viene interpretato come causa automatica di nullità dell'avviso se la sottoscrizione proviene da un ufficio competente; il vizio di investitura può essere superato dal principio di conservazione degli atti

  • d.P.R. n. 633/1972

    Analogamente all'art. 42 del DPR 600/1973, l'art. 56 non comporta nullità dell'atto impositivo per il solo fatto che la sottoscrizione sia di un funzionario privo della qualifica dirigenziale, quando l'atto ricognitivo della pretesa sia chiaramente manifesto e proveniente dall'ufficio competente

Massime di principio

  • Il vizio formale relativo all'investitura del sottoscrittore non determina automaticamente la nullità dell'atto impositivo: va applicato il principio di conservazione degli atti amministrativi.
  • In contenziosi simili occorre verificare la competenza dell'ufficio da cui proviene l'atto e la manifesta volontà ricognitiva della pretesa fiscale; se l'atto proviene dall'ufficio competente è probabile che il vizio personale non lo annulli.
  • Prima di impugnare per nullità formale, valutare se la norma invochata stabilisce un requisito essenziale di validità o una mera prescrizione procedurale suscettibile di sanatoria o ratifica.
  • Verificare la presenza di atti di ratifica o di comportamenti amministrativi successivi che possano sanare il vizio di investitura (rattifica, conferma da parte dell'organo competente).
  • Chi contesta dovrebbe dimostrare un concreto pregiudizio o violazione dei diritti di difesa derivante dal vizio di sottoscrizione, non limitarsi a rilevare il mero difetto formale.
  • Seguire la giurisprudenza consolidata (es. Cons. Stato e TAR citati): più che il singolo titolo personale del sottoscrittore conta la provenienza dall'ufficio competente e la portata sostanziale dell'atto

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