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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39545/2023 del 29/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente è stato condannato per omicidio stradale plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza e dal superamento del limite di velocità di oltre 50 km/h. Il ricorso alla Corte di Cassazione contestava esclusivamente il trattamento sanzionatorio: 1) vizio di motivazione e insufficiente riduzione della pena riconosciuta per il concorso di colpa della vittima (si chiedeva la riduzione massima, pari alla metà); 2) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; 3) scelta della revoca della patente anziché la sospensione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la decisione della Corte d'appello correttamente motivata e fondata su valutazioni di merito discrezionali non sindacabili in sede di legittimità: la condotta dell'imputato era estremamente grave e pericolosa (velocità di circa 160-170 km/h su strada extraurbana a 70 km/h), tale da limitare la possibilità di immissione di altri veicoli e da giustificare una riduzione della pena inferiore al massimo e la revoca della patente. Sull'esclusione delle attenuanti generiche è richiamato il principio per cui il giudice può limitarsi all'elemento ritenuto prevalente. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    commi 4, 5 numero 1, 7 e 8

    norma che disciplina l'omicidio stradale: la fattispecie è stata contestata nella forma plurima e aggravata per stato di ebbrezza e per eccesso di velocità superiore a 50 km/h

  • art. 133 cod. pen.

    criteri per la determinazione della pena: la scelta dell'entità della pena è discrezionale e deve rispettare i parametri di legge; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione sulla misura della pena

  • art. 218 cod. strada

    criteri relativi alle sanzioni accessorie sulla patente di guida: la revoca può essere giustificata dalla particolare gravità e pericolosità della condotta, come applicato dalla Corte d'appello

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 23903/15.07.2020

    principio secondo cui, ai fini delle circostanze attenuanti generiche, il giudice può prendere in considerazione l'elemento che ritiene prevalente e non è obbligato a valutare tutti gli elementi favorevoli

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 13882/19.02.2020

    conferma che la revoca della patente può essere motivata in relazione alla gravità della condotta e ai criteri dell'art. 218 cod. strada

Massime di principio

  • La determinazione dell'entità della pena è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito: in Cassazione è difficile ottenere l'annullamento quando la motivazione è congrua e si fonda su valutazioni di gravità della condotta.
  • Il riconoscimento del concorso di colpa della vittima può giustificare una diminuzione della pena, ma la misura concreta della riduzione dipende dalla valutazione del giudice e dalla gravità complessiva della condotta dell'imputato; non sempre si raggiunge la riduzione massima prevista.
  • Per le circostanze attenuanti generiche il giudice può basarsi sull'elemento ritenuto prevalente e non è obbligato a esaminare tutti gli elementi favorevoli; ciò rende più difficile il sindacato in sede di legittimità se la motivazione è coerente.
  • La revoca della patente (anziché la sospensione) è giustificabile quando la condotta è particolarmente pericolosa; il giudice deve richiamare i criteri dell'art. 218 cod. strada e motivare la scelta rispetto alla gravità del comportamento.
  • I ricorsi che impugnano solo la commisurazione della pena senza dedurre errori di diritto o vizio logico-giuridico nella motivazione sono spesso dichiarati inammissibili o infondati poiché attengono a valutazioni discrezionali del giudice di merito.

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