Cassazione Penale, Sentenza n. 32847/2025 del 06/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il decreto di sequestro probatorio sull'immobile di proprietà del ricorrente. Il ricorrente contestava l'assenza delle esigenze probatorie (sostenendo che lo stato dei luoghi era già cristallizzato nel verbale di ispezione e nel carteggio fotografico) e la mancanza di proporzionalità della misura, per indebita compressione del diritto di proprietà, aggravata dall'omessa indicazione di un termine finale di efficacia del sequestro e dall'omessa calendarizzazione dell'esperimento giudiziale per il quale era stato disposto il vincolo.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Ha dichiarato inammissibile la censura relativa alla mancata motivazione sulle esigenze probatorie nella misura in cui il ricorrente non aveva devoluto tale specifica questione al giudice del riesame (e quindi non l'ha adeguatamente contestata in quella sede). Ha invece accolto il motivo relativo alla sproporzione della misura: sia il Pubblico Ministero sia il Tribunale non hanno rispettato i canoni di proporzionalità, adeguatezza e residualità richiesti per i sequestri probatori, omettendo di indicare la durata e di calendarizzare l'esperimento giudiziale che rendeva il vincolo necessario solo per un arco di tempo presumibilmente breve. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro probatorio, disponendo l'immediata restituzione dell'immobile al proprietario.
Norme richiamate
Disciplina il sequestro probatorio; la decisione richiama la necessità che l'applicazione di tale istituto rispetti il principio di proporzionalità e sia adeguatamente motivata circa le ragioni probatorie e la durata.
art. 275, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato come fonte che evidenzia il principio di proporzionalità anche nell'ambito delle misure cautelari, utile a orientare l'interpretazione delle misure reali.
Articoli del codice penale relativi alle imputazioni per le quali il ricorrente era indagato; presenti nel quadro fattuale ma non centrali nella motivazione della Cassazione sul tema della proporzionalità del sequestro.
art. 42 Cost.
Richiamato per il principio costituzionale di tutela del diritto di proprietà che deve essere bilanciato con gli interessi di giustizia penale quando si adottano misure che comprimono le facoltà dominicali.
art. 1 del Protocollo aggiuntivo alla CEDU
Riferimento convenzionale che impone tutela proporzionata del diritto di proprietà e che la giurisprudenza nazionale deve tenere in considerazione nel bilanciamento degli interessi.
Sez. U. n. 5876 del 28/01/2004 (Bevilacqua)
"... le ragioni probatorie del vincolo di temporanea indisponibilità della cosa, pur quando essa si qualifichi come corpo del reato, [vanno] esplicitate nel provvedimento giudiziario con adeguata motivazione, allo scopo di garantire che la misura ... sia soggetta al permanente controllo di legalità ... e di concreta idoneità in ordine all'an e alla sua durata"
Le Sezioni Unite richiedono motivazione adeguata sulle ragioni probatorie e sulla durata del sequestro per consentire il controllo di proporzionalità; principio applicato dalla Corte nel caso concreto.
Sez. U. n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)
"il requisito della proporzionalità della misura, che, nell'ambito dei valori costituzionali, è espressione del principio di ragionevolezza, contiene in sé, inoltre, quello della \"residualità\" della misura: ... al sequestro possa farsi ricorso solo quando allo stesso risultato ... non possa pervenirsi con modalità \"meno afflittive\""
Ribadito il principio che il sequestro probatorio deve essere ultima ratio e proporzionato rispetto all'obiettivo probatorio; la Corte lo applica per censurare l'omessa indicazione di durata e la mancata considerazione di misure meno afflittive.
Corte EDU, Agosi c. U.K. (24/10/1986)
Giurisprudenza europea citata a sostegno della necessità di bilanciare la compressione dei diritti individuali con le esigenze di accertamento penale.
Trattato sull'Unione europea, art. 5, parr. 3 e 4
Citato come fonte sovranazionale che codifica il principio di proporzionalità nel diritto dell'Unione.
Carta dei diritti fondamentali dell'UE, art. 49, n.3
"le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato"
Richiama il principio europeo di proporzionalità applicabile anche alle misure che incidono sui diritti fondamentali; usato a supporto argomentativo della Corte.
Massime di principio
- Il sequestro probatorio va adottato solo se necessario e proporzionato: la misura deve essere l'ultima ratio quando non esistono modalità meno afflittive per raggiungere lo stesso risultato probatorio.
- La motivazione del provvedimento (sia del PM che del giudice del riesame) deve esplicitare le ragioni probatorie e la durata prevista del vincolo per consentire il controllo della proporzionalità.
- È essenziale indicare un termine o comunque calendarizzare l'esperimento giudiziale per cui si dispone il sequestro: l'assenza di una durata concreta può rendere la misura ingiustificatamente gravosa e illegittima.
- Il giudice del riesame deve valutare espressamente la proporzionalità (adeguatezza, necessità, gradualità) e non limitarsi ad affermazioni generiche o assertive.
- Se il bene in sequestro appartiene a persone estranee al reato o potrebbe essere altrimenti utilizzato senza pregiudizio per le indagini, occorre prestare particolare cautela nell'imporre vincoli reali.
- In situazioni simili, la parte interessata dovrebbe contestare specificamente in sede di riesame le esigenze probatorie e la proporzionalità, al fine di consentire alla giurisdizione superiore il corretto esame della decisione.
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