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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20764/2024 del 25/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (creditore)

La controversia

La controversia nasce da una domanda di ammissione al passivo fallimentare proposta per due crediti: uno assistito da privilegio ipotecario, derivante da mutuo fondiario con garanzia ipotecaria, e uno chirografario per scoperto di conto corrente. Il giudice delegato e poi il tribunale hanno ammesso i crediti in via chirografaria, ritenendo revocabile la garanzia ipotecaria perché il mutuo era stato impiegato per ripianare pregresse passività di conto corrente. La società cessionaria del credito ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione delle norme sulla revocatoria e sull’eccezione revocatoria in sede di verificazione del passivo, sostenendo che il termine decadenziale previsto dalla disciplina fallimentare impedirebbe al curatore di eccepire la revocabilità una volta decorso il termine; 2) violazione delle norme in tema di revocatoria ordinaria e onere della prova, contestando che l’eventus damni potesse ritenersi provato solo perché l’atto rendeva più difficile il soddisfacimento e che l’onere di provare l’assenza di pregiudizio gravasse sul creditore; 3) analoga censura sul requisito soggettivo, deducendo che non fosse sufficiente la mera consapevolezza della costituzione di una prelazione, ma occorresse la prova della conoscenza di ulteriori specifici elementi di pregiudizio. La curatela ha resistito e, in via preliminare, ha anche chiesto il rilievo officioso della nullità del mutuo per frode alla legge, ma la Corte ha escluso la possibilità di rimettere in discussione la validità del contratto per intervenuto giudicato.

La decisione

La Corte ha rigettato il primo motivo, affermando che il termine decadenziale della disciplina fallimentare per l’esercizio dell’azione revocatoria non si applica quando il curatore utilizzi la revocatoria in via di eccezione nel procedimento di accertamento del passivo ai sensi dell’art. 95 l. fall. Ha invece accolto il secondo e il terzo motivo, ritenendo erronea la motivazione del tribunale sia sull’eventus damni sia sulla scientia damni: il curatore, quando eccepisce la revocatoria ordinaria in sede fallimentare, deve provare in modo rigoroso la consistenza dei crediti preesistenti, la preesistenza delle ragioni creditorie e il mutamento qualitativo o quantitativo del patrimonio del debitore idoneo a rendere più difficoltoso il soddisfacimento, senza potersi limitare ad affermazioni astratte o a invertire l’onere probatorio sul creditore. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale di Macerata in diversa composizione per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 93 l. fall.

    norma posta a base della domanda di ammissione al passivo da parte del creditore.

  • artt. 98 e 99 l. fall.

    norme che regolano l’opposizione allo stato passivo.

  • art. 95 l. fall.

    consente al curatore di far valere in sede di verifica del passivo l’inefficacia del titolo del credito o della prelazione anche se l’azione sia prescritta.

  • art. 66 l. fall.

    richiamato quale base della revocatoria ordinaria esercitabile dal curatore in ambito fallimentare.

  • art. 69 bis l. fall.

    disciplina il termine decadenziale per l’esercizio delle azioni revocatorie in ambito fallimentare; non si applica alla revocatoria proposta come eccezione ex art. 95 l. fall.

  • art. 2903 c.c.

    richiamato come termine di prescrizione quinquennale dell’azione revocatoria ordinaria.

  • art. 2901 c.c.

    norma sulla revocatoria ordinaria, il cui schema probatorio è richiamato dal ricorrente e dalla Corte.

  • art. 2935 c.c.

    richiamato nel quadro della decorrenza della prescrizione.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in tema di riparto dell’onere della prova; la Corte afferma che l’onere di provare eventus damni grava sul curatore.

  • art. 2740 c.c.

    richiamato per il principio della garanzia patrimoniale generica dei creditori.

  • artt. 112 e 113 c.p.c.

    richiamati come norme processuali asseritamente violate nei motivi di ricorso.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    richiamato per il vizio di omesso esame di fatto decisivo.

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    richiamato per il deposito delle memorie e la trattazione camerale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di accertamento del passivo, il curatore può opporre in via eccezionale l’inefficacia del titolo del credito o della prelazione anche se l’azione revocatoria sarebbe prescritta; il limite decadenziale previsto per l’esercizio dell’azione non si estende automaticamente alla mera eccezione.
  • La revocatoria ordinaria eccepita dal curatore in sede fallimentare richiede la prova, a carico della procedura, della consistenza dei crediti preesistenti, della loro anteriorità rispetto all’atto e del concreto mutamento del patrimonio del debitore idoneo a rendere più difficile o incerto il soddisfacimento, valutato ex ante.
  • Ai fini dell’eventus damni non basta l’astratta idoneità dell’atto a pregiudicare la garanzia patrimoniale: occorre una verifica concreta e complessiva dell’effettiva incidenza dell’atto sulla capienza patrimoniale rispetto all’esposizione debitoria complessiva.
  • Nella revocatoria ordinaria fatta valere dal curatore non opera, in favore della procedura, la regola secondo cui il debitore o il beneficiario dell’atto deve provare la sufficienza del patrimonio residuo; l’onere probatorio resta in capo alla curatela per ragioni di vicinanza della prova.
  • La scientia damni non può essere desunta in modo generico dalla mera costituzione di una garanzia o dal vantaggio ottenuto dal terzo, ma deve risultare dalla consapevolezza dell’effetto pregiudizievole in relazione agli elementi concretamente rilevanti dell’operazione.
  • Il rilievo d’ufficio della nullità del contratto è precluso quando sulla validità del contratto si sia formato giudicato, anche implicito.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoContenzioso tributarioInadempimento
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civileObbligazioni
IstitutiOnere della provaGiudicato

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