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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39391/2023 del 27/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto istanza ex art. 671 c.p.p. per il riconoscimento della continuazione tra reati giudicati con più sentenze (reati di estorsione, violazione della disciplina sulle armi e reato associativo). L'istanza era stata respinta dal giudice dell'esecuzione per aspecificità e per mancata allegazione di elementi che dimostrassero una deliberazione unitaria. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge (art. 81 c.p. e art. 671 c.p.p.) e vizio di motivazione, evidenziando che in precedenti decisioni di cognizione la Corte di appello aveva già ritenuto unificate diverse condotte (art. 81 c.p.), la sovrapposizione temporale delle condotte e il differente trattamento riconosciuto alla moglie e al figlio ove era stata riconosciuta la continuazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio per cui il giudice dell'esecuzione, pur libero nella valutazione, non può ignorare le valutazioni già espresse in sede di cognizione che hanno riconosciuto un disegno unitario, salvo motivato discostamento. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per un nuovo esame dell'istanza alla luce dei rilievi formulati; non è stata decisa nel merito la sussistenza della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina della continuazione: la sentenza di cognizione che ha già ritenuto unificati reati per un disegno unitario deve essere considerata dal giudice dell'esecuzione; la continuità richiede una deliberazione unitaria ma può essere valutata anche parzialmente rispetto a reati maturati in un contesto unitario.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Procedura per la richiesta al giudice dell'esecuzione del riconoscimento della continuazione: il giudice è in piena libertà di giudizio, ma è tenuto a confrontarsi con le precedenti valutazioni di cognizione e a motivare il rifiuto di riconoscerle.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Reato associativo di tipo mafioso: la riconducibilità temporale e materiale tra reato associativo e reati 'fine' può essere elemento rilevante per il riconoscimento della continuazione, se indicativa di un disegno unitario.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, pronunce Miele, Marinkovic, Nugnes)

    Principi consolidati che impongono al giudice dell'esecuzione di confrontarsi con le valutazioni di merito già espresse e di spiegare le ragioni per cui si discosta da esse; non vincolanza assoluta, ma obbligo motivazionale.

  • Corte costituzionale, n. 183 del 2013

    Richiesta di rinvio in diversa composizione in applicazione del principio relativo alla composizione del giudice dell'esecuzione nei rinvii; valore richiamato dalla Corte di legittimità nel rinvio.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione ha libertà di giudizio sull'istanza di continuazione ai sensi dell'art. 671 c.p.p., ma non può ignorare senza motivazione le valutazioni già svolte in sede di cognizione che hanno riconosciuto un disegno unitario fra reati.
  • La mera sovrapposizione temporale delle condotte non è sufficiente di per sé a determinare la continuazione; occorrono elementi che indichino una deliberazione unitaria o un'unica strategia criminosa.
  • Quando in precedenti sentenze (anche riferite a coimputati) è stata riconosciuta la continuazione o un disegno unitario, il giudice dell'esecuzione deve confrontarsi con tali precedenti e spiegare le ragioni di eventuali divergenze; il ricorrente deve comunque indicare elementi specifici che supportino l'ipotesi di continuità.
  • Differenze di trattamento fra coimputati (es. riconoscimento della continuazione per alcuni ma non per altri) devono essere motivate in modo chiaro e sulla base del quadro probatorio e delle specifiche condotte contestate.
  • Se il giudice dell'esecuzione omette il confronto con le valutazioni di cognizione o non fornisce adeguata motivazione, la decisione è annullabile e la questione è rimessa per nuovo esame.

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