Cassazione Civile, Ordinanza n. 11637/2023 del 04/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un cittadino straniero, già destinatario di un primo ordine di trattenimento convalidato per trenta giorni, ha impugnato davanti alla Corte di cassazione il provvedimento del Giudice di Pace di Torino che aveva prorogato di ulteriori trenta giorni il trattenimento presso il centro di permanenza. Il ricorrente ha dedotto la violazione dell'art. 14, comma 5, d.lgs. 286/1998, sostenendo che la proroga sarebbe stata disposta solo per il mancato reperimento di un vettore idoneo al rimpatrio, evenienza non prevista dalla norma, che consente la proroga soltanto quando l'accertamento dell'identità o della nazionalità ovvero l'acquisizione dei documenti di viaggio presentino gravi difficoltà.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo non cogliesse l'effettiva ratio del provvedimento impugnato, poiché il giudice di merito non aveva fondato la proroga soltanto sul mancato reperimento del vettore, ma anche e soprattutto sulle gravi difficoltà nell'acquisizione dei documenti di viaggio, richiamando per relationem la motivazione della Questura. Poiché tale presupposto rientra espressamente tra quelli previsti dall'art. 14, comma 5, d.lgs. 286/1998, il provvedimento risultava sorretto da una motivazione riconducibile alla norma. Nulla è stato disposto sulle spese per mancata costituzione degli intimati; è stato altresì escluso il raddoppio del contributo unificato perché il procedimento era esente.
Norme richiamate
art. 14, comma 5, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
"qualora l'accertamento dell'identità e della nazionalità ovvero l'acquisizione di documenti per il viaggio presenti gravi difficoltà"
La proroga del trattenimento è consentita solo nei casi espressamente previsti dalla norma; tra essi rientra anche la grave difficoltà nell'acquisizione dei documenti di viaggio. Il mancato reperimento del vettore, da solo, non costituisce autonomo presupposto, ma può essere conseguenza della mancanza dei documenti necessari.
Le amministrazioni intimate non si erano costituite con controricorso, ma soltanto con atto di costituzione ai fini dell'udienza, atto ritenuto inidoneo a svolgere la funzione del controricorso.
Massime di principio
- In materia di trattenimento amministrativo dello straniero, la proroga è ammissibile solo nei casi tassativamente previsti dalla legge, trattandosi di misura incidente sulla libertà personale.
- Ai fini del controllo di legittimità occorre considerare l'intero contenuto motivazionale del provvedimento impugnato, anche quando esso richiami per relationem le ragioni dell'autorità richiedente.
- Se il giudice di merito fonda la proroga anche sulle gravi difficoltà nell'acquisizione dei documenti di viaggio, il provvedimento è coerente con l'art. 14, comma 5, d.lgs. 286/1998, indipendentemente dal fatto che il reperimento del vettore sia stato più difficoltoso.
- Un motivo di ricorso che si appunti solo su una singola espressione del provvedimento, trascurandone il complessivo fondamento argomentativo, non coglie la ratio decidendi ed è inammissibile.
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