Cassazione Civile, Ordinanza n. 18114/2023 del 23/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
Una società importatrice di prodotti per la toilette per bambini marchiati Disney e Hello Kitty era stata raggiunta da un avviso di rettifica doganale con recupero di maggiori dazi e IVA, perché l’Amministrazione riteneva che i diritti di licenza (royalties) dovessero essere inclusi nel valore in dogana delle merci importate. La CTP aveva accolto il ricorso della contribuente e la CTR aveva confermato l’annullamento dell’atto, ritenendo che i contratti di licenza imponessero al più un controllo di qualità, che il pagamento delle royalties non fosse una condizione di vendita nei confronti del produttore terzo e che i rapporti contrattuali tra licenziante e licenziataria restassero circoscritti inter partes, senza prova di un controllo del licenziante sul produttore. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione delle norme unionali sul valore in dogana (artt. 29 e 32 del Codice doganale comunitario e artt. 143, 157, 159 e 160 del Reg. CEE n. 2454/1993), sostenendo che la CTR aveva interpretato in modo errato il requisito della "condizione di vendita" e la nozione di "persona legata al venditore", avendo valutato le clausole contrattuali in modo frammentario anziché unitario e omesso di considerare gli indici del Commento n. 11 relativi al controllo indiretto del licenziante sul produttore.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso dell’Agenzia. Ha affermato che, ai fini dell’inclusione delle royalties nel valore doganale, occorre verificare: che i diritti di licenza non siano già compresi nel prezzo; che si riferiscano alle merci importate; e che il loro pagamento costituisca condizione della vendita, nel senso che il venditore non sarebbe disposto a vendere senza quel pagamento. Quando le royalties sono corrisposte a un soggetto diverso dal venditore, è necessario accertare se il licenziante sia persona legata al venditore, cioè se eserciti su di esso o sull’acquirente un potere di costrizione o di orientamento, anche indiretto, tale da subordinare l’importazione al pagamento del corrispettivo. La CTR ha errato nel limitarsi a un esame atomistico delle singole clausole e nel non ricostruire unitariamente la triangolazione tra licenziante, licenziatario e produttore, trascurando di verificare gli indici tipici del controllo indiretto desumibili dal Commento n. 11 e dalla giurisprudenza unionale e di legittimità. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al giudice di merito per nuovo esame conformemente ai principi enunciati.
Norme richiamate
art. 29 Reg. CEE n. 2913/1992
richiamato come parte del quadro normativo sul valore in dogana, in combinazione con l’art. 32, per la determinazione del valore delle merci importate
art. 32 Reg. CEE n. 2913/1992
"i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita delle merci da valutare"
le royalties vanno aggiunte al valore in dogana se non sono già incluse nel prezzo e se costituiscono condizione della vendita delle merci importate
art. 143 Reg. CEE n. 2454/1993
definisce il concetto di persone legate, includendo il controllo diretto o indiretto e il potere di costrizione o di orientamento
art. 157 Reg. CEE n. 2454/1993
chiarisce quando i diritti di licenza concorrono al valore doganale, richiedendo riferibilità alle merci e pagamento come condizione del contratto di vendita
art. 159 Reg. CEE n. 2454/1993
per i marchi di fabbrica, le royalties si aggiungono al valore solo al ricorrere delle specifiche condizioni ivi previste, tra cui l’assenza di libertà di approvvigionamento da altri fornitori non legati al venditore
art. 160 Reg. CEE n. 2454/1993
se il diritto di licenza è pagato a un terzo, la condizione di cui all’art. 157 si considera soddisfatta solo se il venditore o persona a lui legata richiede quel pagamento
le clausole contrattuali devono essere interpretate secondo i criteri ermeneutici codicistici e non in modo frammentario
il contratto deve essere interpretato complessivamente e armonicamente, coordinando tra loro le clausole rilevanti
il motivo è stato veicolato come denuncia di violazione e falsa applicazione di legge
Commento n. 11 del Comitato del codice doganale
fornisce indicatori non vincolanti ma utili per accertare se il licenziante eserciti un controllo, anche indiretto, sul produttore o sull’acquirente
Massime di principio
- Ai fini della rettifica del valore in dogana, i diritti di licenza devono essere inclusi nel prezzo quando non sono già compresi, si riferiscono alle merci importate e il loro pagamento costituisce una condizione della vendita.
- La "condizione di vendita" sussiste quando, nei rapporti contrattuali rilevanti, il venditore non sarebbe disposto a vendere senza l’assolvimento delle royalties; se il pagamento è dovuto a un terzo, occorre verificare se il terzo sia persona legata al venditore.
- La nozione di "persona legata" in materia doganale comprende anche il controllo di fatto o indiretto, esercitato mediante poteri di costrizione o di orientamento, non solo il controllo societario in senso stretto.
- Per accertare il controllo indiretto del licenziante sul venditore o sull’acquirente non è corretto esaminare le clausole in modo atomistico: occorre una lettura unitaria e sistematica dell’intero assetto contrattuale e dei suoi effetti economici.
- Gli indicatori del Commento n. 11 del Comitato del codice doganale, pur non essendo norme vincolanti, sono strumenti interpretativi rilevanti per valutare la presenza di un controllo che vada oltre il mero controllo di qualità.
- La qualificazione della fattispecie doganale può essere censurata in cassazione come violazione di legge quando il giudice di merito abbia errato nella sussunzione dei fatti accertati alla disciplina unionale applicabile.
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