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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36206/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso di cassazione contestava in tre motivi: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p. e carenza di specificità, perché l'imputazione originaria era per sottrazione/distruzione delle scritture mentre la Corte avrebbe ritenuto l'omessa tenuta, impedendo la difesa; 2) violazione della norma penale speciale (bancarotta documentale) per mancata dimostrazione del dolo specifico richiesto per sottrazione/distruzione o per omessa tenuta e richiesta derubricazione in bancarotta semplice (art. 217 LF); censura anche sulla logica della motivazione in relazione alla produzione e destinazione del ricavato della vendita di un immobile e alla situazione del creditore BMW; 3) censura per il mancato riconoscimento dell'attenuante della speciale tenuità del danno (si assumeva che BMW avesse ottenuto la restituzione del bene e quindi il danno fosse esiguo) e per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nella parte relativa ai motivi di merito (confermando, quindi, la responsabilità e le pene principali inflitte dalla Corte d'Appello). Tuttavia ha annullato con rinvio la sentenza impugnata unicamente con riguardo alla determinazione della durata delle pene accessorie ex art. 216 L.F., disponendo che altra sezione della Corte d'Appello di Bologna riesamini e determini in concreto tali pene conformemente alla riformulazione operata dalla Corte Costituzionale (sent. n. 222/2018) e ai criteri dell'art. 133 c.p.; per il resto la sentenza impugnata rimane integra e acquista autorità di cosa giudicata.

Norme richiamate

  • art. 521 c.p.p.

    La Corte ricorda che il ricorso per cassazione va specifico e confrontato con la motivazione impugnata; la mancanza di correlazione argomentativa rende il motivo inammissibile per genericità "estrinseca".

  • art. 216 Legge Fallimentare

    "la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa" (testo richiamato nella sentenza della Corte Costituzionale n. 222/2018)

    La Corte rileva l'illegittimità costituzionale della formulazione che fissava automaticamente la durata decennale delle pene accessorie; in base alla sentenza della Corte Costituzionale n.222/2018 la determinazione della durata deve essere operata in concreto dal giudice di merito secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; perciò è necessario annullare e rinviare la determinazione delle pene accessorie.

  • art. 217 Legge Fallimentare

    Richiamata nella contestazione difensiva come norma cui ricondurre la fattispecie (qualificazione come bancarotta semplice), la Corte di legittimità conferma che la qualificazione come bancarotta fraudolenta documentale è corretta quando sussista il dolo specifico volto a pregiudicare i creditori.

  • art. 219 Legge Fallimentare (comma terzo)

    La circostanza attenuante della speciale tenuità del danno deve essere valutata in relazione al danno effettivamente subito dalla massa creditoria in ordine all'incidenza delle condotte sull'esercizio delle azioni a tutela dei creditori; l'occultamento delle scritture rende in genere impossibile dimostrare un danno particolarmente ridotto.

  • art. 133 c.p.

    Deve guidare la valutazione discrezionale del giudice di merito nella determinazione concreta delle pene accessorie, alla stregua dei criteri ordinari sulle circostanze e sulla personalità dell'imputato.

  • art. 609, comma 2, c.p.p.

    Richiamato per il principio del divieto del novum in Cassazione: nuove argomentazioni o fatti non dedotti nei gradi precedenti non sono ammissibili in cassazione.

  • art. 624 c.p.p.

    L'annullamento con rinvio circoscritto comporta autorità di cosa giudicata sugli altri punti non connessi con quello annullato.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte dell'art. 216 L.F. che fissava automaticamente la durata decennale delle pene accessorie, imponendo la determinazione concreta della durata da parte del giudice di merito.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, varie sentenze citate)

    La giurisprudenza consolidata distingue tra tenuta/fraudolenta compilazione delle scritture e occultamento/omessa tenuta: l'omesso deposito o la sottrazione/occultamento richiedono dolo specifico e integrano la bancarotta documentale fraudolenta quando siano diretti a pregiudicare i creditori; inoltre la mancanza delle scritture ostacola la prova del danno, rendendo difficile il riconoscimento dell'attenuante di tenuità.

Massime di principio

  • L'omessa tenuta delle scritture contabili può essere interpretata come sottrazione/occultamento e rientrare nell'ipotesi di bancarotta documentale fraudolenta quando emerga il dolo specifico volto a recare pregiudizio ai creditori.
  • Per la qualificazione della condotta come bancarotta fraudolenta documentale è necessario accertare il dolo specifico; la prosecuzione in "nero" dell'attività o la vendita di beni in assenza di documentazione sono elementi indiziari rilevanti per ricavare tale intento.
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi concretamente con la motivazione impugnata; argomentazioni generiche o nuovi fatti non dedotti nei gradi precedenti sono inammissibili (principio del novum).
  • L'onere della prova circa la sussistenza di un danno particolarmente ridotto (per ottenere l'attenuante di tenuità) grava sul ricorrente; l'occultamento delle scritture rende normalmente impossibile dimostrare l'esiguità del danno.
  • Se la normativa che ha guidato la commisurazione di pene accessorie è stata dichiarata incostituzionale, il criterio di commisurazione va riesaminato dal giudice di merito secondo i criteri dell'art. 133 c.p., con annullamento e rinvio limitato a quel profilo.

Testo integrale

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