Cassazione Penale, Sentenza n. 43862/2024 del 29/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente, con istanza ex art. 671 c.p.p., chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra tre sentenze di condanna per furto e tentato furto commessi tra gennaio 2018 e febbraio 2019 in diverse città (Treviso, Bagnaria Arsa - UD, Villesse - GO). Sosteneva che i reati fossero espressione di un "disegno criminoso" unitario dovuto alla sua condizione di povertà e alla deliberazione di sottrarre generi alimentari in supermercati nell'area veneto-friulana. Il Tribunale di Udine aveva rigettato l'istanza ritenendo assente un disegno criminoso unitario, configurando invece una generale propensione alla commissione di reati contro il patrimonio, nonostante la vicinanza geografica, rilevando altresì i tempi non trascurabili tra gli episodi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che non emergono dagli atti elementi sufficienti a dimostrare una preventiva ed unitaria ideazione plurima dei reati (il necessario "disegno criminoso"). La Corte ha richiamato i criteri giurisprudenziali: serve una programmazione iniziale, anche di massima, dei reati nelle loro linee essenziali; non è sufficiente la mera omogeneità del movente (es. bisogno di sostentamento) o la ripetizione di reati. Nel caso concreto la vicenda è stata ritenuta costituita da fatti estemporanei in tempi e luoghi diversi, quindi non riconducibili a continuazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese.
Norme richiamate
istanza ai sensi dell'art.671 cod. proc. pen.
Norma procedurale che autorizza il condannato a chiedere al giudice dell'esecuzione il riconoscimento della continuazione tra più condanne; in sede esecutiva l'onere dell'allegazione spetta al condannato
art. 81 cod. pen. (comma secondo)
l'inciso 'anche in tempi diversi' contenuto nell'art. 81, comma secondo, cod. pen.
La Corte interpreta l'art.81 c.p. richiedendo l'esistenza di un 'disegno criminoso' unitario e non una mera tendenza o abitualità; la previsione iniziale dei reati può essere anche di massima, ma deve sussistere una deliberazione non generica che colleghi i reati a un unico fine
Massime di principio
- Per riconoscere la continuazione è necessario dimostrare una preventiva e unitaria ideazione dei reati: non basta la mera ripetizione di reati o un identico movente (es. povertà).
- Gli indici utili sono: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, programmazione iniziale e sistematicità; la presenza di più indici rafforza la prova, l'assenza di tali elementi la indebolisce.
- La distanza temporale e geografica tra gli episodi può costituire un indizio negativo: maggiore è il distacco temporale, minori sono le probabilità di ritenere programmata la continuazione.
- In sede esecutiva l'onere di allegare elementi sintomatici della programmazione unitaria incombe sul condannato; il giudice valuta gli indici esteriori e il suo convincimento è insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivato.
- La definizione di 'disegno criminoso' ammette programmazioni di massima e adattamenti alle circostanze, ma esige che i reati successivi fossero previsti almeno nelle loro linee essenziali al momento del primo fatto.
- La ricorrenza di reati per lo stesso oggetto materiale (es. furti di generi alimentari) è sintomatica del movente ma non prova da sola la continuazione: bisogna cercare elementi concreti di collegamento operativo e progettuale.
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