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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43707/2024 del 29/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 03/07/2024 per due motivi: 1) mancato riconoscimento del ne bis in idem ex art. 649 c.p.p. tra la sentenza del Tribunale di Salerno 25/11/2022 (pena 1 anno e 4 mesi e 400 euro di multa per ricettazione, art. 648 c.p.) e la sentenza della Corte d'appello di Salerno 30/06/2017 (pena 2 anni e 10 mesi e 1.500 euro di multa per reati plurimi, tra cui 416, 648, 624, 625 c.p.), con la tesi della difesa che alcuni elementi materiali coincidono; 2) insufficiente motivazione della rideterminazione della pena complessiva dopo il riconoscimento della continuazione, senza scomposizione delle singole fattispecie e senza indicare il reato piu grave e la motivazione degli aumenti applicati.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati. Ha rilevato che il giudice di merito non ha esaminato le singole condotte confluite nelle due sentenze per verificare l'eventuale coincidenza di uno stesso fatto sanzionato in entrambi i giudizi (in particolare la ricettazione dell'autovettura Mercedes 250 targata SA95395), e non ha motivato compiutamente la determinazione della pena complessiva né la scelta del reato piu grave e degli aumenti per i reati satellite. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Salerno, in diversa persona fisica e quale giudice dell'esecuzione, per nuovo giudizio volto a: verificare la sovrapponibilità delle singole condotte e l'eventuale applicazione dell'art. 669 c.p.p. (esecuzione della sentenza piu favorevole e revoca delle altre), eventualmente sciogliere il vincolo di continuazione rispetto ai fatti coincidenti, scorporare le continuazioni interne, individuare il reato piu grave e rideterminare la pena con motivazione distinta per ogni aumento relativo ai reati satellite, conformandosi ai limiti dell'art. 81 c.p.

Norme richiamate

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Il divieto di reformatio in peius e il ne bis in idem impediscono che uno stesso fatto oggetto di una condanna irrevocabile comporti una nuova sanzione; la verifica va svolta anche a livello delle singole condotte inserite in pluralita di fatti giudicati in continuazione

  • art. 669 cod. proc. pen.

    Se piu sentenze irrevocabili riguardano la stessa persona per lo stesso fatto, il giudice ordina l'esecuzione della sentenza meno grave revocando le altre; principio esteso al caso di coincidenza parziale di singole condotte tra piu sentenze, individuando quale trattamento sia concretamente piu favorevole per l'atto sovrapposto

  • art. 81 cod. pen.

    Nel calcolo della pena per reati in continuazione occorre scorporare le continuazioni interne, individuare il reato piu grave e poi applicare aumenti distintamente per i reati satellite, rispettando i limiti e il rapporto di proporzione tra le pene

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sostanziale sottesa alle condanne per ricettazione; citata per identificare la fattispecie materiale coinvolta nelle sentenze confrontate

  • art. 416 cod. pen.

    Norma sostanziale per associazione per delinquere, parte delle imputazioni nella sentenza d'appello menzionata

  • art. 624 cod. pen.

    Furto, norma sostanziale richiamata tra le imputazioni della sentenza d'appello

  • art. 625 cod. pen.

    Furto aggravato, altra norma sostanziale menzionata tra le imputazioni della sentenza d'appello

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge) utilizzata per inquadrare i motivi proposti dal ricorrente

Massime di principio

  • Il ne bis in idem ex art. 649 c.p.p. va valutato anche a livello della singola condotta quando piu sentenze irrevocabili contengono pluralita di fatti in continuazione: se una fattispecie materiale e stata gia accertata e sanzionata, non puo produrre un aggravio ulteriore in un'altra sentenza
  • In presenza di sentenze multiple che hanno riconosciuto continuazioni interne, il giudice dell'esecuzione deve scorporare le continuazioni interne, individuare il reato piu grave tra le singole fattispecie e poi calcolare e motivare gli aumenti per i reati satellite, evitando un cumulo materiale non consentito
  • Quando risulta possibile la sovrapposizione di uno stesso fatto tra piu decisioni irrevocabili, il giudice dell'esecuzione deve confrontare le due sentenze e applicare l'art. 669 c.p.p.: eseguire la sentenza con trattamento piu favorevole per il fatto coincidente e revocare le parti incongruenti
  • La discrezionalita del giudice dell'esecuzione nella rideterminazione della pena incontra limiti motivazionali: serve motivazione articolata soprattutto sulle ragioni della scelta del reato piu grave e sulla quantificazione separata degli aumenti per i reati satellite
  • Se ci sono dubbi circa l'identita materiale di una condotta contestata in piu procedimenti, e necessario il riesame in sede di esecuzione con specifica verifica delle date, degli oggetti del reato, dell'autore e della stessa condotta

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